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Cantami o Diva del pelide Achilles …


In genere, quando voglio capire qualcosa su quello che si dice e si scrive in Germania, vado a dare un’occhiata su Walking Class. Anche stavolta l’ho fatto, sull’onda delle indignate reazioni italiche alla “satira” sfrenata di un tipo che si fa chiamare pomposamente “Achilles” (o forse è il suo nome vero, non saprei), e ne ho ricavato una chiave di lettura equilibrata, come al solito.
 
Comunque, sempre sull’onda dell’indignazione, incuriosito e anche un po’ ingaglioffito dal tono dei ragionamenti, ho indagato per qualche minuto e mi sono imbattuto in ciò che  i nostri carissimi “tedeschi di Germania” scrivono di David Beckham. E mi sono fatto una domanda (di cui tra un attimo). Dunque, Il Messaggero riferisce che il campione inglese
 
è ancora chiamato “vomitino” per via dell’attacco di nausea che l’ha colpito in campo. La Bild lo chiama “Brecham” giocando sulla parola tedesca “brechen” che vuol dire rigettare. E si chiede: avrà vomitato perché ha visto il gioco dell’Inghilterra, perché Victoria è incinta e lui vuole partecipare, perché un metrosexual può restare incinto, perché ha avuto il rendiconto delle spese di sua moglie o perché ha bevuto birra inglese invece che tedesca?  
 
Francamente non so cosa pensare, anche se, d’accordo, la Bild si sa cos’è, ecc., ecc. però qualche milione di “tedeschi di Germania” leggono appunto quella roba lì tutti i giorni, e dunque …
 
La domanda, a questo punto. Sì, voglio dire, non è che siamo un tantino “burini” da quelle parti? (Absit iniuria verbis, per l’amor del cielo: qui non si fa “satira” ma solo un’innocente ipotesi di lavoro!) E’ ben vero, a quanto pare, che tendono a scopiazzarci nel cibo, nel vestire, e in genere in tutto ciò che fa moda. Ma forse, gratta gratta, i modi son rimasti un po’ ruspanti, non so. Certo che hanno un modo di scherzare un pochino, come dire?, sopra le righe … Ma non credo che, dopotutto, sia il caso di formalizzarsi più di tanto. In fondo qualche difettaccio ce lo riconosciamo da soli. Dico bene?

Categorie:varie
  1. 29 giugno, 2006 alle 17:24

    “I giornali tedeschi sono quanto di più ignobile e detestabile si possa pensare. Ma proprio per questa detestabilità, per questa volgarità e ripugnanza che li contraddistingue, forse sono i migliori”. Lo dice il mio Thomas Bernhard, non io. Però mi fido di lui, o almeno cerco di capirne il senso e il controsenso. Forse vuol dire che i giornali sono essenzialmente cacca, quindi è inutile sbragarsi in tante sottigliezze. Thomas, perennemente incazzato.😉
    ernie

  2. 29 giugno, 2006 alle 18:30

    Dire I giornali tedeschi mi pare un po’ vago… Il Bild è un rotocalco diffamatorio.
    Der Spiegel invece è a metà tra il giornale serio e l’Unità: non è un caso che la famosa “stampa democratica europea” invocata e citata da Furio Colombo spesso pigliasse dallo Spiegel.
    Per dire: è un giornale che non capisce la differenza tra Rifondazione e Comunisti Italiani, che definisce trotzkista Bertinotti, non comprende le differenze tra Udc e ForzaItalia, non sa che cosa sia la svolta di Fiuggi, crede davvero che Micromega sia il megafono dell’ex-opposizione etc.
    E tutto questo per due ragioni: è mediocre e vive di luoghi comuni.
    Dovresti leggere gli “speciali” pseudoculturali che pubblica. Chi diavolo presta fede ad Hans Küng, il vittimista più pubblicato del mondo?
    Ma cose del genere non esistono su Zeit, Faz, Welt, Rheinischer Merkur… Non facciamo come Colombo che prendeva una paio di giornali esteri( in quel caso incompetenti )per poi dire “l’Europa dice che…”.
    Non è che “i tedeschi sono burini”. Una parte della stampa, quella più nota da noi, è mediocre. Ma perché farle pubblicità, perché prenderla sul serio…?
    ciao, Eno

  3. 29 giugno, 2006 alle 19:23

    Ernie, Thomas Bernhard, purtroppo, è un autore che non conosco, ma da quel che mi par di capire dai tuoi frequenti riferimenti potrebbe anche essere uno al quale non solo la stampa tedesca è in grado di provocare reazioni di profondo disgusto …

    Enochirios, probabilmente in Germania, come da noi, eleganza e cafoneria, raffinatezza e volgarità, convivono e si intrecciano indissolubilmente. Quel che che fa pensare è la diffusione enorme che hanno giornali come Bild. Quanto a Der Spiegel, come dici tu, sarà anche a mezza via tra un “giornale serio” e l’Unità, ma stavolta è riuscito a umiliare La Padania, che al confronto sembra L’Osservatore Romano.

  4. 2 luglio, 2006 alle 11:55

    Vabbè, però è come dire: “Dà da pensare che l’ex-premier Berlusconi controllasse le 6 reti televisive italiane e mandasse in onda programmi di sole donnine scosciate”.
    Virgola più o virgola meno, frase vera letta sul Nytimes. Sorvoliamo che le reti nazionali sono 7, che dire “il governo controlla la Rai” era un’iperbole a scopi di campagna preelettorale, che Gianni Minoli scosciato non l’ho mai visto… ma anche se fosse stato, questo dimostrerebbe che gli ascoltatori erano composto da voyeur cerebrolesi? Eh figurati! La natura umana è più complessa di quanto non si pensi: una amica legge Vanity Fair alle 11 e Heidegger alle 15.
    E parlando del Bild, in Italia Panorama ed Espresso non brillano certo per finezza: fondoschiena e scemenze galimbertiane( o alla Sergio Romano ). Quanti si sentono perfino “persone di cultura” leggendoli? Non solo bassi istinti e luoghi comuni, ma boria a palate.
    Sarà poi che i tedeschi che conosco sono studenti universitari, ma farne una masnada di comari xenofobe ed affamate di rotocalco non è diverso dal discorso morettiano sulle “casalinghe” sciocche pescate dall’amo dal Caimano.
    Mi pare che Giovanni DiLorenzo spieghi con chiarezza l’accaduto:
    http://www.repubblica.it/2006/07/speciale/mondiali/servizi/intervista-di-lorenzo/intervista-di-lorenzo/intervista-di-lorenzo.html
    ciao, Eno

  5. 2 luglio, 2006 alle 18:28

    Ok, ti credo slla parola, ma tra Bild e Espresso, Panorama ecc., qualche differenza c’è, anche se magari non poi tanta quanto dovrebbe e potrebbe.

    Comunque, io sono un po’ prevenuto, lo confesso. Quando ero studente di filosofia amavo molto la Germania (ho persino un p’ imparato la ligua …), ho adorato persino Richard Wagner (che Dio mi perdoni), poi ho cominciato a intravedere qualcosa che non mi piaceva, quel Was ist deutsch (se ricordo qualcosa) che tanto ossessiona(va) le menti di coloro che per me incarna(va)no la Germania, ma forse mi sbagliavo … anche se tutti gli autori tedeschi che ho amato detestavano profondamente cò che anch’io oggi detesto (Mann, Hesse, lo stesso Nietzsche, ecc…).

  6. 3 luglio, 2006 alle 11:02

    Beh, almeno su tre uno & mezzo li detestiamo in comune: Thomas Mann vuoto e legnoso, Hermann Hesse fine spacciatore di sentimenti ad uso di teenager. Dell’ultimo salvo la “finezza” stilistica…
    ciao, Eno🙂

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