Home > interni > Ma quale allarme?

Ma quale allarme?

Terrorismo, Cossiga: Italia orientata a un accordo con Al Qaeda

Meno male che c’è Cossiga, con le sue parole rassicuranti (facendo i debiti scongiuri) circa la possibilità che l’Italia subisca attentati terroristici. Come riferisce Il Tempo, con un comunicato stampa il Presidente emerito—con una performance degna dei tempi d’oro in cui picconava pressoché quotidianamente i vizi e le ipocrisie della Prima Repubblica, tutta giocata tra l’ironia amara e l’iperrealismo—non ci ha messo molto a centrare il punto, a indicare quale sia il vero nocciolo della questione, e questo senza neppure scomodare la sua proverbiale ed enciclopedica cultura in materia di intelligence:

 
«Non occorre essere né analisti politici né esperti di sicurezza per comprendere che al riparo da attacchi terroristici dell’estremismo islamico ci pone la politica estera e militare del Governo e della maggioranza: non amichevole nei confronti dell’America, antisraeliana, filo-Hamas e filo-Hezbollah e di non impegno contro i talebani e Al Qaeda in Afghanistan, il pratico smantellamento del Sismi voluto da alte autorità nazionali di polizia con il tacito consenso del Governo, l’atteggiamento non ostile al "terrorismo" islamico di larga parte dei giudici e dei pubblici ministeri che hanno abbracciato le tesi più avanzate di carattere "giustificazionista" di esso, la nostra dichiarata ostilità e non collaborazione all’azione antiterrorista "avanzata" delle agenzie di intelligence e di sicurezza americane e britanniche.»
 
Insomma, diciamocelo francamente: «Perché mai il terrorismo islamico dovrebbe disturbare questo Governo e questa maggioranza con inconsulte e indiscriminate azioni?» Ok, l’approccio è quasi brutale nella sua crudezza, riconosciamolo, ma il top deve ancora venire. Eccolo: «Credo che siamo orientati a trovare un accordo con Al Qaeda.» Sì, avete capito bene: un accordo, un patto, chiamatelo come volete—non «Gentlemen’s agreement», magari, ché a tutto c’è un limite …—, con Al Qaeda. Del resto, come riporta Il Velino, Cossiga non ha mancato di ricordare che questo genere di transazioninon è una novità nella storia patria. Almeno un precedente c’è, eccome: gli accordi siglati da Aldo Moro—con i buoni uffici del colonnello dei Servizi di allora (prima Sid, poi Sismi) Stefano Giovannone—con i terroristi palestinesi: «A essi venne data carta bianca in Italia, a condizione che non toccassero il nostro paese».
 
E’ questa la linea del Governo? Cossiga ne è convinto, anche alla luce della visita che D’Alema farà a Beirut. Un viaggio che «vale solo come atto di solidarietà al governo filo-siriano e agli Hezbollah nel quadro della politica antisraeliana del nostro governo. E di questo non può non tenere conto Al Qaeda».
 
Ad ogni buon conto, fa presente Cossiga, quel benedetto patto (si fa per dire), «Romano Prodi, insieme a D’Alema, avrebbe l’autorevolezza per siglarlo». Autorevolezza, appunto, termine appropriato. De resto, prosegue il ragionamento del Presidente emerito (stavolta parlando direttamente a Il Velino), le cose sono due:
 
«O si combatte il terrorismo con i metodi anglo-americani (ma non credo che questo rientri nel programma elettorale dell’Unione), o si scende a patti con esso. Come insegna Sun Tzu, il famoso teorico della guerra, quando non si è in grado – per motivi politici o militari – di combattere il nemico, allora bisogna cercare un accordo. E siccome la situazione politica italiana non permette – a causa della magistratura e di una parte della maggioranza di governo – di combattere il terrorismo islamico estremista, non rimane che la via dell’accordo. Noi vi diamo l’impunità (la magistratura ha già cominciato a darvela), voi fate sul nostro territorio le basi di missili ed esplosivi e venite a rifugiarvi in Italia. Nessuno vi cercherà.»
 
E l’indebolimento del Sismi denunciato da Vigna? Cossiga chiarisce ulteriormente il suo pensiero: tutto si tiene, niente paura, infatti questa faccenda
 
«può essere un titolo che facciamo valere con Al Qaeda. È un ulteriore segnale che mandiamo ai terroristi, ai quali diciamo che non li vogliamo combattere e che non li consideriamo nemici. Tanto è vero che vanno in galera funzionari del servizio segreto militare – del quale non abbiamo bisogno, perché non vogliamo combattere. L’Italia sta inviando alla rete di Al Qaeda un messaggio inequivocabile: “Vogliamo arrestare i funzionari della Cia, siamo pronti a contrastare chi vi combatte”».

E’ bello vivere in un Paese come questo. Giusto?
 
Categorie:interni
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: