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La sinistra in cui credo

Come ho già avuto modo di dire altre volte, ci sono momenti nei quali il mio essere di sinistra—non “de sinistra”, come usa dire nel suo irridente romanesco Giuliano Ferrara—mi comporta qualche imbarazzo, un certo malessere che a volte sconfina nello sdegno. Poi per fortuna leggo un’intervista ad Amato, un discorso di Tony Blair, un editoriale del Riformista o uno di Michele Salvati sul Corriere, e mi tiro su di morale constatando che esiste anche un’altra sinistra, la mia, nella quale sono orgoglioso di rispecchiarmi. Lo stesso mi accade quando leggo certi blogs italiani—uno per tutti: Wittgenstein—o britannici—due per tutti: Normblog e Harry’s Place.

Oggi, ad esempio, ho letto questo post di Harry, e … beh dico solo che mi sono sentito “a casa”.

In due parole—ma credetemi che vale la pena di leggerlo per intero—Harry ha spiegato come possa succedere che un blog di sinistra citi e metta dei links a blogs conservatori, apertamente pro-Bush o addirittura di destra, suscitando ovviamente sorpresa e viva disapprovazione tra i “compagni”. La premessa del ragionamento è super partes:

Both leftist and rightist activists have long suffered from the infantile habit of dismissing views simply because they come from the other side of their imagined barricades.

Siffatto atteggiamento, prosegue Harry, ignora due fondamentali cambiamenti intervenuti in questi ultimi anni: l’avvento di Internet, con ciò che ne consegue per quanto riguarda l’approvvigionamento di informazioni e il confronto delle idee, e la nuova situazione politica venutasi a creare dopo l’11 settembre:

Back to those imagined barricades. The major issues of blog discussion here and elsewhere have been the Iraq war and the struggle against Islamist Jihad. One can argue over exactly where the dividing line is on these issues but for me it certainly isn’t between the western left and right. In these immediate struggles there are allies and opponents to be found across the political spectrum. On Iraq, Douglas Hurd is closer to Clare Short than Paul Wolfowitz for example.

Per esprimere compiutamente il suo punto di vista, infine, Harry cita due bloggers eccellenti, Norman Geras e Oliver Kamm. A me fa particolarmente piacere constatare che di Norman venga citato un post che a suo tempo avevo sentito il bisogno non solo di riprendere ma di tradurre in italiano, qui, tanto mi era sembrato esemplarmente chiaro e intellettualmente onesto, oltre che, dal mio punto di vista, assolutamente, totalmente condivisibile.

Uno splendido post, due citazioni da incorniciare e da diffondere. Sintonia totale. Grazie, Harry.

[Questo post è stato pubblicato per la prima volta su windrosehotel.splinder.com il 24 novembre 2004]

Categorie:filosofia politica
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