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Radici d’Europa?

Può apitare che uno legga le pagine culturali di un grande quotidiano e ne tragga una lezione politica assolutamente inaspettata? Ecco che cosa è capitato al titolare di questo blog. Sfoglio il Corriere della Sera e vengo a sapere che a Milano, a partire dal 7 dicembre, si volgerà una mostra che si propone di illustrare il rapporto tra Ambrogio e Agostino, il grande vescovo e il futuro Padre della Chiesa. Leggo tutto d’un fiato: l’argomento mi interessa. Oltretutto è ben trattato (da Marco Garzonio), con competenza e bello stile. Molto bene—mi dico quando sono a tre quarti—se posso vado alla mostra, dopo aver letto questa presentazione credo proprio ne valga la pena.

Arrivo alle ultime righe, ed ecco la lezione politica. Viene spiegato il titolo della mostra, che è suggestivo e raffinato : 387 d.c. – Ambrogio e Agostino Le sorgenti dell’Europa. E questo è ciò che si legge:

Accade che la mostra si svolga nel mezzo delle polemiche circa la citazione delle radici giudaico-cristiane nella Costituzione europea. I promotori incominciarono a lavorare al progetto più di tre anni fa e nella fase di impostazione del lavoro finirono per preferire il termine «sorgenti» a quello di «radici», pur preso in esame. Sembrò che la parola «sorgente» esprimesse in modo efficace contenuti di vitalità, immediatezza e durata, fecondità e potenza generativa cui attingere. La scelta non è questione solo lessicale, ma di un criterio da offrire a chi si interroga culturalmente, scruta nel presente i segni del passato con lo sguardo rivolto al futuro. Sull’elemento sorgivo punta l’attenzione la Mostra, non su una rivendicazione di acquisizioni e meriti passati: se Ambrogio e Agostino, il loro incontro, meritano di essere ricordati per quello che possono continuare a dire, oltre a quanto pur di fondamentale hanno offerto nel 387 e dintorni.

E’ stata una folgorazione. Più che discutere di «radici» bisognerebbe parlare di «sorgenti», con quel che ne consegue, come è stato egregiamente spiegato: occorrerebbe scrutare nel presente i segni del passato con lo sguardo rivolto al futuro.

[Questo post è stato pubblicato per la prima volta su windrosehotel.ilcannocchiale.it il 15 ottobre 2003]

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