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Il bravo regista e l’indignato mancato

Il post di un blogger del Cannocchiale mi ha colto alla sprovvista. Dunque, scopro che un famoso regista manda il figlioletto alla scuola americana-britannica, la più costosa di Roma. Fosse qualcun altro non me potrebbe importare di meno. Ma si tratta del grande girotondino, del rifondatore della sinistra, del custode della pubblica moralità. E non si può dire che questo non modifichi la questione. Piccolo elenco di misfatti : a) la preferenza per l’inglese anziché per il francese (ah, povera gauche, povero Chirac anti-Bush, che tradimento!); b) la scelta della scuola privata anziché di quella pubblica (alla difesa della quale, giustamente, la sinistra è impegnata allo stremo—si fa per dire); c) la mancata ripulsa per uno status symbol alto-borghese (è appunto la scuola più cara della capitale).

Ebbene, mio malgrado ho dovuto riconoscere che sulla faccenda l’indignazione era d’obbligo. Che sottrarsi non era possibile. Dico “mio malgrado” perché all’incirca dal primo girotondo in poi sono arrivato alla conclusione che l’indignazione è un esercizio troppo radical-chic per i miei gusti. Avevo giurato a me stesso che non mi sarei mai più indignato. E invece, a quel punto, mi toccava!
E allora ? Semplice, à la guerre comme à la guerre! Visto che sfuggire non si poteva, che indignazione fosse: lunga, tosta, aspra!

La storia potrebbe essere finita qui, ma non è andata esattamente così. Infatti, dopo qualche minuto di dura indignazione—un’esperienza inebriante e “corale”, cioè di quelle che ti fanno sentire in armonia con l’universo—ho cominciato ad avvertire una strana sensazione…, per farla breve, un irrefrenabile impulso a ridere, al quale non ho potuto resistere che pochi, interminabili e angosciosi secondi!

Sarò in contraddizione con me stesso, però, a cose fatte, dopo aver riscoperto il piacere dell’indignazione, non posso fare a meno di ripetermi : che peccato sprecare un’occasione come quella! Ma che posso farci? Evidentemente indignati di professione si nasce, non si diventa. Come grandi attori, o come bravi registi, ça va sans dire.

[Questo post è stato pubblicato per la prima volta su windrosehotel.splinder.com il 18 Giugno 2003]

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Categorie:imperfezionisti
  1. StefanoC
    25 novembre, 2006 alle 6:42

    A me non sembra così scandaloso né incoerente. Si può utilizzare e apprezzare un servizio, e tuttavia pensare che non dovrebbe essere finanziato con denaro pubblici.

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