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Staminali: una svolta?


L’annuncio è di ieri (su Nature), ma sta rimbalzando soltanto in questi minuti da un’agenzia a un’altra. Viene dall’Advanced Cell Technologies, una Company che opera in Massachusetts e si occupa di biotecnologie: cellule staminali senza distruggere gli embrioni. Verrebbe insomma a cadere l’obiezione di fondo contro la ricerca in questo delicatissimo settore. Ma Roberto Colombo—direttore del Laboratorio di Biologia molecolare e genetica della Cattolica di Milano—non è d’accordo, visto che, secondo lui, il metodo messo a punto dall’équipe americana
«non supera le gravissime obiezioni etiche sollevate dalla ricerca su queste cellule. La biopsia di un embrione comporta sempre un serio rischio per la salute e la sopravvivenza dello stesso» (Corriere della Sera). Vedi anche la Repubblica, Ansa, Los Angeles Times, Guardian Unlimited, The Indipendent.

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  1. 24 agosto, 2006 alle 17:28

    (in attesa di verifica): sarebbe un bell’esempio di come la scienza possa superare (da sola) tecnologicamente i problemi etici

  2. 25 agosto, 2006 alle 15:29

    Non mi convince troppo… quanto entusiasmo per risposte empiriche a questioni etiche!
    E se la scienza non riuscisse proprio a trovare strada migliore per la ricerca sulle staminali che non gli embrioni, se tutto fosse una bolla di sapone, questo renderebbe la ricerca eticamente giusta?
    Il valore della persona prescinde dalla sua utilità o meno, che essa ci serva più da viva o da morta.
    Chiaro, se un embrione da sezionare neppure serve, insistere su quella strada è pura ideologia.
    Io, non per nulla, sono convinto che a molti biopopulisti non freghi granché della ricerca scientifica, ma vogliono sostenerla a mo’ di vessillo della “Scienza” contro le “Tenebre Reazionarie”( la Scienza ovviamente non è la scienza, ma una sua caricatura, un mix di ignoranza e di impulsi misantropi ed irrazionali ). Se poi non può essere usata a questo scopo perché la ricerca non ha bisogno di metter in discussione la persona e l’oggettivismo etico, tanto vale scopare sotto il tappeto la verità empirica e sventolare una scienza immaginaria, e chi se ne frega di Nature.
    Però…
    Però non riduciamo per pigrizia la questione etica all’empiria, per evitare di fare troppa fatica a riflettere, argomentare e persuadere persone ideologizzate ed affezionate ai luoghi comuni. Lo sappiamo tutti che le cose fisicamente fattibili che ci avvantaggerebbero non sono tutte incluse in quelle eticamente giuste.
    Pensiamo alla ingenuità di Kant: cercando un argomento di facile presa contro la guerra, osservò che era assai dispendiosa e poco conveniente. Efficacissima argomentazione, concreta e semplice: il portafoglio è portafoglio!
    Ecco, due secoli dopo inventarono l’industria bellica…

    ciao, Eno 🙂

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