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Una decisione saggia

[Update: vai al post successivo per un approfondimento.]
Che non sempre delle profonde convinzioni religiose siano buone consigliere è cosa che (quasi) tutti, credenti e non credenti, abbiamo imparato a nostre spese dalla storia, oltre che, naturalmente, dall’attualità. Prendiamo un caso in qualche modo emblematico: quello degli homeschoolers, un fenomeno in ascesa negli Stati Uniti, ma che molto difficilmente prenderà piede in Europa. E la cosa, appunto, non mi dispiace affatto, tanto che sono d’accordo con una recente decisione in materia da parte della Corte Europea dei Diritti Umani, che ha respinto la protesta di due genitori tedeschi, Joshua e Rebekka Konrad—che per motivi religiosi si oppongono, in particolare, alle lezioni di educazione sessuale impartite nelle scuole—, contro il divieto, in vigore nel loro Paese, di educare i propri figli a casa.

Insomma, si è ritenuto che l’interesse nazionale debba prevalere sul diritto dei genitori a farsi carico direttamente dell’educazione dei figli. La Corte, in altre parole, ha riconosciuto che, dal momento che le scuole rappresentano la società, e visto che è interesse dei ragazzi diventare parte della società stessa, il diritto dei genitori non può arrivare fino al punto di privare i figli di un’esperienza così fondamentale.

Grazie a Samantha, che ha segnalato questo post (piuttosto risentito), dal quale ho appreso della decisione della Corte.

Categorie:europa, scuola
  1. liapunov
    3 ottobre, 2006 alle 9:10

    Non so, io sull’homeschooling sono combattuto. Capisco che la scuola renda un servizio alla comunità formando gli alunni ad alcuni valori comuni (ma oggi, è così vero? Siamo andati nei moderni istituti professionali?), e non ne sottovaluto l’importanza. Però credo che il problema sia a monte: cioè che la scuola non dà valori se non c’è già una comunità dietro che quei valori li fondi. Quindi mi verrebbe da pensare che per certi aspetti l’homeschooling non sposta di molto il problema: mandare i figli a scuola e sperare che i valori insegnati siano quelli della comunità, o cercare di farlo da soli? E i nostri nonni, erano meno parte della comunità andando a scuola solo fino alla quarta o alla quinta elementare?
    Poi certo c’è il problema degli standard educativi. ma mi sembra un problema abbastanza ortogonale e trasversale alla dicotomia home/school.

  2. rob
    3 ottobre, 2006 alle 13:10

    Considerazioni e interrogativi, Francesco, che mi sembrano molto centrati. Sto scrivendo un post di aggiornamento per chiarire (anche a me stesso) i termini del problema. Ciao.

  3. holdenC
    3 ottobre, 2006 alle 13:28

    sai che mi hai dato un bello spaccacervello su cui riflettere?
    +perchè sull’istruzione io ho sempre avuto idee abbastanza nette, sturziane e liberali. ma il problema che poni mi sembra tutt’altro che campato in aria. ne riparliamo.

  4. Abr
    3 ottobre, 2006 alle 23:11

    ..per non parlare poi della analisi su un piano libertarian del tema: statalismo impositivo contro libera determinazione dell’individuo.
    Non è così semplice, ovviamente, e anch’io sono combattuto, ma pendo per la scelta opposta a quella che fai tu.
    Un genitore potrebbe per esempio dire che non intende che suo figlio, fin che è sotto la sua tutela, “partecipi” a QUESTA società. Un Amish per esempio, non avrebbe quindi diritto di vivere in Europa?
    Ciao, Abr

  5. Massimo
    19 novembre, 2006 alle 9:00

    Ho un’amica che sentendo ragionare le amiche compagne di scuola dei suoi figli è rimasta impresionata dalla violenza e agitazione dei ragazzini e ragazzine (9-12 anni) su ciò che imparavano a scuola sul sesso; da quanto mi ha raccontato posso capire i genitori tedeschi. Diceva la signora che era d’accordo con l’educazione sessuale pero, da ciò che sente dire, si capisce con difficoltà il limite fra educazione e pornografia. E’ giusto da una parte -diceva la signora- perchè può permettere ai ragazzini di sapere ed essere per tanto in grado di notare rischi sempre più difusi, dall’altro è una sorta di raccoglitore di bambini che nella loro mente vedono tutto questo normale quindi niente di male anche a fare filmati o foto che a loro insaputa vanno a finire nel giro dei trafficanti.

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