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A chi importa?

Edward è un “patito” della demografia, ed ha tutte le ragioni per esserlo, a mio avviso. E’ per questo che, oltre ad aver dato vita recentemente ad un blog che si occupa di come vanno le cose qui in Italia dal punto di vista economico, ne ha creato un altro, il cui nome dice tutto: Demography Matters (scrive, per la verità, anche su A Fistful of Euros, ma questa è un’altra storia).

Qualche giorno fa ha chiesto lumi sulla fuga dei cervelli dal nostro Paese, ed io gli ho suggerito un malinconico articolo di Time magazine, non “recentissimo” (dell’aprile dell’anno scorso) ma molto interessante e, temo, ancora attuale. Argomento: la condizione giovanile in Italia. Ne è nato un nuovo post, al quale ho dato un ulteriore minimo contributo con un commento. Il tema del commento—che si riferisce ad un articolo del New York Times non meno penoso, per noi, di quello di Time—è la non-politica per la famiglia portata avanti dai governi italiani che si sono succeduti da tempo immemorabile.

La scorsa estate ho chiacchierato a lungo sull’argomento politiche per la famiglia con una famigliola tedesca conosciuta presso comuni amici italiani. Il confronto Italia-Germania ne è risultato, a dir poco, umiliante (avrei voluto sprofondare). Eppure, a detta di tutte le forze politiche nazionali, anche da noi la demografia importa, la famiglia importa, i figli, poi, sono un bene inestimabile, ecc., ecc. Un po’ come la scuola: tutti, a chiacchiere, la vogliono “rilanciare,” ma poi, quando vanno al governo, se ne infischiano o vanno esattamente nella direzione opposta (ogni riferimento a questa Finanziaria è superfluo).

Mi domando solo se ci sia un limite alla capacità dei nostri governi di scherzare su questioni di tale rilevanza, anche se non riguardano precisamente la massa critica dell’elettorato, ma “soltanto” i nostri figli, nipoti, pronipoti

Categorie:bloggers, economia, scuola
  1. Abr
    27 novembre, 2006 alle 23:02

    Anche per me la demografia è il tema dei temi.
    Butto giù sovente idee sui problemi irresolubili che l’immigrazione apre in Occidente, non perchè abbia posizioni razziste, ma perchè contrariamente a quanto si crede, l’immgrazione è un ineluttabile fenomeno epocale, è solo una soluzione sbagliata in cerca del problema che risolverebbe.

    E’ una scorciatoia, usata dalla politica miope che ci ritroviamo per evitare di affrontare i due veri problemi epocali:
    – l’indisponibilità a smetterla di far concorrenza al Terzo Mondo, impedendone lo sviluppo (vedi politiche agricole);
    – l’indisponibilità ad affrontare per risolverlo il problema della denatalità in Occidente.
    ciao, Abr

  2. Abr
    27 novembre, 2006 alle 23:03

    Corrige: “l’immigrazione NON è un ineluttabile fenomeno epocale ..”
    ri-ciao, Abr

  3. rob
    28 novembre, 2006 alle 0:15

    Mah, ineluttabile forse lo è, visto che nessuna nazione occidentale è riuscita a fermarla. “Regolamentabile” mi sembra un aggettivo più appropriato.

    Ma, a parte questo, quello demorafico sta diventando il problema numero uno. Saluti

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