Home > america, esteri > Compagni, l’11 settembre non ci fu alcun complotto …

Compagni, l’11 settembre non ci fu alcun complotto …

Alexander Cockburn, è un esponente di rilievo della sinistra radicale made in USA (è irlandese, ma dal 1973 vive negli States). Le Monde Diplomatique è un periodico mensile di informazione ed opinione. E’ francese, ma è disponibile anche in altre 26 edizioni, tra le quali quella italiana, che esce come supplemento (il 15 o 16 di ogni mese) del “quotidiano comunista” il manifesto.

Che cosa ci si può ragionevolmente aspettare quando si verifica la circostanza di trovare, appunto su Le Monde Diplomatique, ultimo numero, una riflessione di Cockburn sull’11 settembre, e per giunta circoscritta alla celeberrima “teoria del complotto?”

Qualche lettore di questo blog, magari, sta già per “cambiare canale,” se non l’ha già fatto, ma sarebbe un errore imperdonabile, dal momento che l’articolo smonta pezzo per pezzo l’ipotesi di cui sopra—a partire dalla “Bibbia” dei cultori del genere letterario in questione, vale a dire 11 settembre, la nuova Pearl Harbor, di David Ray Griffin—definendo il tutto “stupidaggini” portate al “parossismo,” “assurdità” e persino (la logica conseguenza di) “un assunto razzista” (“gli arabi non avrebbero mai potuto portare a termine un attentato simile”), collegato ad una mal riposta “fiducia assoluta nell’efficienza americana.” Di fatto, cioè, i fautori delle tesi complottistiche dimostrano di credere che i dispositivi militari americani siano veramente in grado di operare “come dicono gli addetti stampa del Pentagono e i rappresentanti di commercio delle industrie d’armamenti.”

Ma questi—si domanda Cockburn—avranno mai letto un libro di storia militare? Figuriamoci, infatti,

[s]e lo avessero fatto, avrebbero appreso che anche le operazioni pianificate con la più grande cura – a maggior ragione quando si tratta di anticipare una risposta a una minaccia senza precedenti storici – falliscono per ragioni legate alla stupidità, o alla vigliaccheria, o alla corruzione, o a qualche altro difetto della natura umana. Per non parlare dell’imprevedibilità del clima.

E dopo una lunga e miuziosa disamina della vexata quaestio, con opportuni richiami a quegli avvenimenti della storia americana recente che sono stati presi di mira dai complottisti, l’affondo decisivo:

Osama bin Laden ha rivendicato gli attentati? È pagato dalla Cia, ci dicono. E così di seguito… In fondo, qual è lo scopo di tutto ciò? Provare che Bush e Cheney son capaci di tutto? Ma essi non hanno mai portato la prova del livello di competenza richiesto per riuscire in un’operazione così sofisticata. All’indomani della vittoria delle truppe americane in Iraq, non sono neanche stati capaci di far trasportare sul posto qualche cassa con la scritta «Adm» che sta per «armi di distruzione di massa». Eppure, gli sarebbe bastato mostrarla a una stampa incantata perché la fotografia facesse il giro del mondo – e che la «prova» della giustezza della guerra fosse stabilita.

E la conclusione:

La teoria del complotto nasce […] dalla disperazione e dall’infantilismo politico.

Che altro dire, se non che merita di esser letto, meditato e affisso su tutti i muri (reali e virtuali)?

Categorie:america, esteri
  1. walt
    18 gennaio, 2007 alle 21:43

    C’è da stropicciarsi gli occhi e da non smettere di sperare che la ragione possa averla vinta sul pregiudizio. In gamba questo radical che non ha messo all’incanto la sua intelligenza. Davvero da affiggere sui muri, e grazie per aver scovato l’articolo! Ciao
    Walter

  2. rob
    18 gennaio, 2007 alle 22:20

    Sì, roba da non credere, veramente. Una sortita alla Riccardo Barenghi, su Le Monde Diplomatique, distribuito dal manifesto! Chissà i malumori dentro il giornale …
    Ciao (grazie a te per il link).

  3. Paolo di Lautréamont
    18 gennaio, 2007 alle 23:01

    Un saluto e un bravo per la segnalazione. Ti prego di segnalarmi tutti i tuoi post di politica estera, per la trasmissione Greenwich!!! Ciao.

  4. rob
    18 gennaio, 2007 alle 23:38

    Senz’altro, Paolo, è un impegno. Ciao e grazie.

  5. Lontana
    19 gennaio, 2007 alle 1:19

    Ottimo Wind! Hai fatto bene a riportare questa versione definitiva.Cari saluti.

  6. alepuzio
    19 gennaio, 2007 alle 7:25

    Mi hai fatto venire voglia di leggermi l’articolo su Le Monde Diplomatique, spero di riuscire a procurarmelo.
    Graize della segnalazione!

  7. rob
    19 gennaio, 2007 alle 11:51

    Ciao Lontana, grazie.
    alepuzio, come sarebbe “spero di riuscire a procurarmelo?” L’articolo è linkato nel post. Comunque puoi semplicemente cliccare qui. Ciao.

  8. emanuele
    19 gennaio, 2007 alle 19:07

    Geniale: l’inettitudine dell’amministrazione Bush potrebbe essere l’unica argomentazione decisiva contro i complottisti irriducibili🙂 Grazie per la segnalazione!

  9. rob
    20 gennaio, 2007 alle 13:30

    Già, è l’uovo di Colombo, ma sono le cose più evidenti quelle che non si riescono a vedere. Ma un po’ di buon senso, come al solito, può sempre aiutare. Ciao

  10. mauro
    22 gennaio, 2007 alle 11:01

    Ciao, ti ho segnalato su OKnotizie (vedi http://oknotizie.alice.it/ginoz).
    Spero non ti dispiaccia.
    Di compagni là ce ne sono tanti…
    😉

  11. Luca
    22 gennaio, 2007 alle 11:52

    Ciao, onestamente non credo che la cosa sia così semplice.

    La questione è che i complottisti non hanno come bibba “la nuova pearl harbour”. Poi bisogna distinguere tra complottisti e complottisti, ma se rimaniamo su cose serie possiamo senz’altro affermare che è perlomeno strano ed inspiegabile con la versione ufficiale che:
    – gente che non sapeva volare (avevano fatto voli semplicemente su un semplicissimo aereo, piccolo e decisamente meno complesso di un aereo di linea, qualunque esso sia) abbia potuto trovare i bersagli senza trasponder e siano riusciti a venirne fuori da quell’intrigo di aerei che volano su quella zona
    – che le torri siano cadute alla velocità di caduta libera di un corpo (se fosse un cedimento strutturale sarebbe dovuto cadere un piano alla volta, rallentando la velocità di caduta)
    – che le persone siano passate all’interno della struttura per mettersi in salvo, impossibile se la temperatura era così elevata da fare sciogliere l’acciaio
    – che nessuno dei responsabili (definiti da voi inetti) sia stato licenziato anzi, proprio il contrario, sono aumentati di grado..non è un po’ strano?

    I punti sono parecchi e non basta certo dare una risposta ad un punto per affermare che il resto sia sbagliato.

    Saluti

  12. Gastone Mappini
    22 gennaio, 2007 alle 13:16

    Io non mi meraviglio che questo noto, anzi ignoto, FENOMENO scriva queste bischerate ma mi meraviglio di come gli si possa dare credito. Ne prendo solo 2:
    1)”Di conseguenza, poco importa che Charles Spinney, che ha lasciato il Pentagono dopo aver rivelato per anni le stravaganze finanziarie del ministero della difesa, mi abbia raccontato: «Le foto dell’aereo che colpisce il Pentagono esistono.”
    2)”Ora, nel caso dell’11 settembre, il ricorso all’ipotesi delle cariche esplosive non è assolutamente necessario per comprendere la caduta accelerata delle torri, compreso la torre 7 che non è stata colpita da un aereo. Un ingegnere ha analizzato a fondo le spiegazioni tecniche che rendono la teoria degli esplosivi così improbabile da diventare assurda.”
    Bene, 1)dove sono le foto? 2)Chi è quest’Ingegnere? dove sono i risultati?
    OH SAPETE UM MIO AMICO MI HA GARANTITO CHE GLI ASINI VOLAVANO E LA CODA GLI FACEVA DA PALA DI ELICOTTERO!!!
    http://www.disinformazione.it sezione 9/11 FATEVI UN IDEA………..

  13. G.V.
    22 gennaio, 2007 alle 18:17

    Io non direi che l’esigenza di vedere complotti stia nell’infantilismo politico. La disperazione vi e’ implicata ed in aggiunta all’elemento fondamentale: l’esigenza del controllo.
    Ognuno di noi sente l’esigenza di avere sotto controllo al massimo gli eventi che lo vedono coinvolto intorno a se, ma questo e’ spesso una puro wishful thinking. Da qui nasce l’attivita’ di rifiutare la mancanza di controllo sugli eventi forzando una nostra interpretazione di essi.

  14. rob
    22 gennaio, 2007 alle 19:32

    Francamente direi che, a questo punto, la questione riguarda essenzialmente quell’area politica nella quale i sostenitori del complotto si riconoscono: è una diatriba interna, nel senso che “gli altri” (tra i quali il sottoscritto) erano già convinti di ciò che Cockburn ha sostenuto con tanta convinzione. Il dato è chi ha scritto l’articolo, chi l’ha pubblicato e chi l’ha ripubblicato in Italiano, vale a dire tutta gente, per dir così, della sinistra “non moderata,” “non riformista,” ecc.

    Cockburn mi è sembrato molto in gamba non tanto perché “convincente” (io, appunto, ero già convinto), quanto perché, pur affrontando nello specifico la questione, ha dato alla sua riflessione un taglio più “politico” che “tecnico,” più di metodo che di merito. E’ evidente, infatti, che se anddiamo a confutare tesi per tesi, particolare per particolare, ci si arroga una competenza che nessuna persona normale ha e ci si imbarca in un’impresa che richiederebbe, se si volesse essere seri, mesi di ricerca scrupolosa (a una persona competente in materia di aeronautica, architettura, ingegneria, ecc., ecc., mentre a noi profani non basterebbe qualche anno). Dunque la questione è di metodo, politica, di buon senso, è “culturale” (quando C. accenna ai libri di storia militare …, io qualcuno l’ho anche letto).

    A me certo non sfuggono “stranezze” e aspetti (apparentemente) “inspiegabili,” ma dico che, se andiamo a cercare queste cose ne troviamo ovunque, e se le colleghiamo tra loro facciamo come Dan Brown (e soprattutto quelli dai quali ha scopiazzato), che di coincidenza in coincidenza, di interpretazione in interpretazione in interpretazione (e di forzatura in forzatura), collegando tutto secondo una sua logica “ferrea” è arrivato … a scrivere un buon romanzo, non certo un saggio scientificamente attendibile su ciò di cui si è occupato (senza alcuna competenza vera).

    Un abile affabulatore, così facendo, può “dimostrare” tutto e il contrario di tutto … soprattutto se non sa esattamente di cosa sta parlando (chi sa, di solito, è molto più prudente di chi non sa).

    Il metodo Cockburn, invece, mi sembra quello del buon senso e del senso della misura. Rigore logico che rifiuta sofismi e tautologie. La sua forza sta nel rifiuto i un metodo pseudo-scientifico che affscina le menti di chi ha bisogno di sentirsi confermare nei propripre-giudizi.

  15. Luisa
    31 gennaio, 2007 alle 15:33

    Bhè, anch’io mi ero lasciata affascinare dalle ipotesi di complotto, poi mi hanno indirizzata sul sito http://www.crono911.org e ho letto il libro gratuito che si può scaricare e… mi sono resa conto di quante assurdità dicono quelli che parlano di complotti !!!!

    L.

  16. alepuzio
    2 febbraio, 2007 alle 7:50

    @rob
    scusa ma gli articoli belli preferisco averli stampati per bene. Anche perchè una volta che esce qualcosa di interessante in francese e non in inglese per me è meglio😉

  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: