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Le Goff: medioevo al femminile

Non mi sogno minimamente di riassumere la riflessione di Jacques Le Goff—esponente di rilievo del gruppo delle “Annales” e sicuramente uno dei massimi medievisti viventi—sulla condizione della donna nell’età di mezzo pubblicata ieri su Avvenire. Dico solo che si tratta di un testo che va ben oltre i limiti della “divulgazione giornalistica,” e che proprio per questo rende un servizio prezioso a chi vuol mettersi nella condizione di capire qualcosa al di là dei luoghi comuni e dei pre-giudizi. Certamente, l’intenzione è quella di ribaltare, da un punto di vista strettamente storico, falsificazioni e distorsioni di prospettiva.

Colpisce, in particolare, che per Le Goff “non vi sia stata peggiore condizione femminile di quella della donna in Europa nel XIX secolo.” E quanto al tempo presente, onde non lasciarsi fuorviare dalle “illusioni,” il grande storico francese si limita a constatare come, in Occidente, oggi non vi siano certamente più donne Primo ministro di quante, nel Medioevo, fossero regine o reggenti. Insomma, tenetevi forte e allacciate le cinture: Le Goff vi stupirà (soprattutto se ancora non avete letto niente di suo).

Categorie:culture autoctone
  1. nullo
    22 gennaio, 2007 alle 18:07

    be l’industrializzazione, pero’, e’ stato veicolo di liberazione femminile…

    dalla fabbrica al voto

  2. G.V.
    22 gennaio, 2007 alle 18:18

    molto interessante…

  3. harry
    22 gennaio, 2007 alle 22:33

    Le Goff è un grande storico. Ma in generale la storia del Medioevo è ampiamente conosciuta solo in termini stereotipati. C’è un gap enorme tra stato dell’arte della storiografia contemporanea sul Medioevo e conoscenze di vulgata…

  4. rob
    22 gennaio, 2007 alle 22:58

    Nullo, su questo non ci piove.

    Harry, il guaio è che a volte persino negli ambienti accademici si tende a “semplificare” un po’ …

    Grazie, g.v.

  5. Fabio Sacco
    22 gennaio, 2007 alle 22:58

    Le Goff rimane uno dei migliori storici in assoluto. E la storia, in Italia, non è una materia molto conosciuta. Nonostante la scuola, rimane sepolta sotto le macerie.

  6. rob
    22 gennaio, 2007 alle 23:04

    Sì, fabio sacco, è giusto dire “nonostante la scuoola,” magari, però, con la buona volontà di qualche prof. meno facilone le cose potrebbero andare un po’ meglio …

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