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Ricordo di Richard Rorty

Gianni Vattimo sul grande filosofo americano Richard Rorty, mancato venerdì scorso nella sua casa di Palo Alto, California, dopo una lunga malattia. Su La Stampa di ieri. Grazie a Azioneparallela.

Rorty pensa […] che il mondo è una faccenda che implica cose e persone, non c’è niente come un astratto rapporto del «soggetto» con l’«oggetto», come lo pensava la filosofia moderna da Locke a Cartesio e poi a Kant e a Husserl. Questo è il tema del grande libro su La filosofia e lo specchio della natura e delle opere che vi hanno fatto seguito, da Conseguenze del pragmatismo (1982) a La filosofia dopo la filosofia (1990) a Verità e progresso (1998).

[…]

Rorty non è affatto scettico; rivendica però, con coerenza, la qualifica di relativista, perché – come Heidegger, come Nietzsche, come lo stesso Hegel – sa che non può guardare al mondo «da nessun luogo», è sempre coinvolto in una situazione storica e in un punto di vista particolare.

  1. The Uniqueen
    1 febbraio, 2008 alle 16:50

    Vattimo è sempre…ostico.

  2. rob
    1 febbraio, 2008 alle 20:45

    Beh, stavolta neanche tanto …

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