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Non sparate sul Vate, please

Vabbè, Grillo sarà pure matto, sboccato e quant’altro, ma pure pericoloso no, non direi proprio. Banalità per banalità, si può rispondere che perniciosa, semmai, è la situazione che ha generato il grillismo, ovvero una classe politica men che mediocre, un’informazione attentissima alle beghe e alle congiure di palazzo ma distratta—o asservita, tremebonda, inadeguata, ecc., ecc.—sulle questioni serie. Il direttore del Tg2, insomma, che tuttavia ha il diritto di dire anche lui quello che pensa, o che gli piace pensare, sul Vate della Blogosfera ha esagerato, e Fini, per dire, ha fatto bene a ridimensionare, anche se alla mano tesa Grillo—l’ingrato, il malefico—ha purtroppo risposto in malo modo.

Mi spiace che anche Giuliano Ferrara si sia arruolato nell’esercito di liberazione nazionale dalla volgarità politica. Non lo capisco, o forse sì, ma non è da escludere che la sua sia una difesa d’ufficio, o che si sia sentito toccato per qualche viziaccio dal quale, facendo parte—malgré soi?—della categoria giornalistica, non potrebbe essere immune neppure se lo volesse: tutte le “caste” hanno le proprie regole, più o meno ferree, e i propri tabù.

In ogni caso, quello che il Vate ha dichiarato a Euronews (disponibili anche quattro video dell’intervista) sul «Tronchetto dell’infelicità», nonché su «destra e sinistra», informazione, Valium ecc., tutto è meno che volgarità gratuita, roba campata in aria o discorsi deliranti.

Non sarà, magari, che, a questo punto, è alle “caste” che conviene buttarla sull’offesa, in mancanza di argomenti più seri?

  1. Ernie
    21 settembre, 2007 alle 8:51

    Cerco di dirla a modo mio anche se l’argomento è delicato e non penso d’essere all’altezza. In una faccenda come questa (la Grillomania o la Grillofobia – points of view) si rischia di essere daccordo con tutti o con nessuno. Ed è questo secondo me che ha svelato o rivelato il Grillo versione predicatore. Intendiamoci, quando urla “Italiani!” con gli occhi spippati, beh, diciamo la verità, fa ancora ridere. Ma il problema è che non va più sul palco per far ridere e quindi la faccenda si complica. E quindi quando fa il demagogo populista non ha “ragione” o “non ragione”: fa il demagogo e basta. E quindi a questo punto la ragione ce l’ha Ferrara. Che però, a sua volta, s’indigna in modo esagerato. Caspita, ha perfino detto che quelli di Grillo son sparate da “fascistello”. Quindi non si capisce più se la platea grillofola bolognese è di quella sinistra che non sa più che cazzo sta succedendo o se piuttosto è una platea stordita mistolana sbattuta di qua e di là e che rischia di andare in seduta permanente da uno psicopolitologo. Ciliegina sulla torta i fantastici e immarcescibili Marchi Travagli (che si continuano a pettinare come gli eunuchi alla corte di Paolina Bonaparte – ma che mestiere fa il parrucchiere di Travaglio?) e le Sabine Guzzanti che non trombando da tempo memorabile sputano fiele su chiunque gli capiti a portata di lingua triforcuta (se incontrate la Guzzanti tenete a portata di mano una dose non scaduta di siero antiofidico Sclavo). Insomma un immenso casino la cui probabile ipotesi di comprendonio è più semplice del previsto. Ovvero: questa classe politica (tutta) è la peggiore di tutti i tempi. E lo ammettono pure! E il popolo italiano, ahimé, duole dirlo, – forse suo malgrado causa siffatto insegnamento – è simile alla classe politica che lo prende per il culo. Grillo è senza speranza, ma ciò che più duole “è che è” senza speranza l’Italia. Ribadisco: emigriamo!

  2. rob
    21 settembre, 2007 alle 12:56

    Guarda, Ernie, molto probabilmente la pensiamo allo stesso modo, solo che io cerco di coltivare un positive thinking sull’Italia, mentre tu sei fortemente tentato di emigrare …

    Cioè, se per l’Italia non c’è speranza allora Grillo è soltanto un mentecatto, ma se, invece, non è ancora tutto perduto allora può valere la pena di dargli corda. Del resto l’ottanta percento di quel che dice sta in piedi, dopo aver fatto la tara delle provocazioni e di tutto il resto.

    Gli italiani probabilmente non sono migliori della loro classe dirigente, però non è che nel resto del mondo “civilizzato” la gente sia molto meglio. Il problema è che ci sono posti nei quali si è riusciti, col tempo, a mettere in atto accorgimenti istituzionali, politici, giuridici, ecc. che funzionano, mentre da noi ci si rifiuta di fare quelle tre o quattro cose (si fa per dire) che forse migliorerebbero la situazione. E questo perché c’è un “tappo” che blocca qualsiasi progresso significativo: un sistema politico e istituzionale miserabile, un’informazione che fa pena, la mancanza di ricambio (anche) generazionale, meccanismi ferrei di cooptazione che escludono la meritocrazia in tutti i campi e premiano quasi sempre soltanto chi è disposto a servire e ad aspettare … di essere cooptato da una classe dirigente inamovibile, ecc.

    Dico solo che potrebbe valere la pena di provare, come ha detto Sartori ieri sera da Santoro.

    E poi a me piace questa protesta che è diretta contro tutti, non più soltanto contro il solito Berlusconi. La differenza con i girotondini, anche da questo punto di vista, è immensa, è un passo avanti.

    Quanto a Ferrara, è chiaro che gli vogliamo bene, che non potremmmo fare a meno di lui, però sta bene anche fargli sapere che non è che siamo disposti a berci tutto quello che racconta, anche perché forse sta recitando a soggetto. Secondo me lui sa benissimo che Grillo, per quanto insopportabile possa essere (a me, per esempio, non è mai piaciuto granché) ha molte frecce nella sua faretra. Che le dica lui o un altro, certe cose, ha poca importanza, quel che conta è che dice cose lapalissiane e che sta convincendo un gran numero di persone che il re è nudo. Scusa se è poco.

    Un caro saluto.
    rob

  3. Ernie
    21 settembre, 2007 alle 13:57

    Stavo per dirti che hai perfettamente ragione, che sono solo travolto da un’inguaribile pessimismo, che io in fondo ho l’animo un pò troppo alla Barney Panofsky, ma che sarrebbe giusto che ci fossero più persone “positive” come te che non “disfattiste” come me. Stavo per dirti tutto questo. Poi ho appena letto che il signor Burlando (un cognome, un destino – il nostro, diobono) è stato fermato in autostrada contromano. Fermato dalla Polstrada ha mostrato il tesserino di parlamentare (scaduto) invece della patente. Niente di niente, nemmeno la multa. Rob, io emigro. Poi ti dò l’indirizzo.😉

  4. Anonymous
    21 settembre, 2007 alle 14:31

    Caro Wind, io a Ferrara non gli voglio bene, nemmeno un po’, non parliamo nemmeno di stima. Pertanto quel che colpisce te, che per generosità ti appareti sull’obtorto collo, io lo trovo banalmente prevedibile. Ferrara è uno dei cardinali della Casta: tutta la sua carriera è una giustificazione del proprio Male attraverso il Peggio altrui, una manovra di enunciata autodifesa. Si giustificavano le tangenti con i finanziamenti del Pcus. Il conflitto di interessi con altri e maggiori a sinistra. La violenza verbale (tanta, altro che Grillo) con la sguaiataggine della sinistra. Un meccanismo che riduce il ‘popolo’ a comparsa di un gioco tutto di palazzo. Soprattutto, il meccanismo del ferrarismo era ed è quello di giustificare moralmente la propria ipocrisia attraverso il disvelamento di quella dell’avversario (i “sepolcri imbiancati”). Ma questo è un gioco al massacro del paese, giocato alla leggera da parti che sempre più gente, ormai, non riesce a distinguere, e che come nel 1993, sembrano aver perso del tutto il contatto con gli elettori (da Selva a Burlando, da D’Alema a Casini)

    Return

    PS
    Scusa la sintesi

  5. rob
    21 settembre, 2007 alle 16:11

    Ernie, io risolverei la questione con un bel vaffa, di cuore, al signor nomen omen. Però, se proprio non te la senti, mandami le coordinate del tuo esilio volontario. Ah, la Douce France (suppongo) …

  6. rob
    21 settembre, 2007 alle 16:40

    Caro Return, devo ancora riprendermi dai postumi della tua arringa anti-Ferrara!

    Guarda, ti dico solo che, se io dovessi sostenere, per un crudele e ineluttabile destino, il ruolo della pubblica accusa dinanzi al Tribunale della Storia nei confronti del Nostro, sono certo che non potrei tirar fuori niente che fosse più perfidamente persuasivo di ciò che sei riuscito a mettere avanti tu, malgrado lo sforzo di sintesi (figuriamoci se entravi nei dettagli …). E tuttavia, devo dire, sul punto che “Si giustificavano le tangenti con i finanziamenti del Pcus,” dovrei fare uno sforzo sovrumano per non lasciar trasparire, al cospetto della Giuria, un qualche imbarazzo … La “giustificazione del proprio Male attraverso il Peggio altrui” non va bene, d’accordo, ma che ne dici se sostituiamo al concetto (teologico) di «Rechtfertigung» quello più terra-terra di «Erklärung»? 😉

  7. Anonymous
    21 settembre, 2007 alle 18:25

    La teologia è cosa troppo comoda per farne a meno a cuor leggero: e straziante è l’uso che l’arcitaliano può fare del pietismo imparato in negativo sui testi nicciani (“sono buono? Non c’è modo di saperlo! E vai!”)*

    Imbarazzo per il Pcus? Ma non è che il paese fosse diviso fra stalinisti e resistenti d’Occidente, ormai da molto tempo. Quella era una contrapposizione mantenuta in piedi ad arte dagli uni e dagli altri per mantenere in piedi ad arte la contrapposizione con cui gli uni e gli altri giustificavano (nel senso ancora teologico-propagandisticodel termine) l’ndispensabilità dell'”autonomia della politica”, ossia della disonestà intellettuale e morale tout court di vedere senza residuo il proprio interesse di classe come interesse vitale della nazione.

    *(“Hei, non credo in Dio ma potrebbe esserci un disegno divino – da trovare con la Qabbalah, of course, ma senza farsi intendere dai gentili – per il quale la mia corruzione è la sua Gloria. Figo!”)

    Return😉

  8. rob
    21 settembre, 2007 alle 19:50

    Ehi, le contrapposizioni mantenute in piedi ad arte non sono forse un vizio antico quanto il mondo? E non sono forse, nonostante ciò, all’origine di innumerevoli guai, alla faccia degli interessi vitali delle nazioni?

    P.S.: Ahi, quel “senza farsi intendere dai gentili” è anche molto straussiano, indubbiamente (et pour cause!) …

  9. Anonymous
    22 settembre, 2007 alle 12:44

    Difatti.

    R

  10. John Christian Falkenberg
    23 settembre, 2007 alle 7:53

    Ferrara dovrebbe farsi un esame di coscienza o perlomeno rinfrescarsi la memoria: una decina d’anni fa non era molto inorridito dalla volgarità in politica, né tanto meno nelle trasmissioni dedicate alla politica.

  11. rob
    23 settembre, 2007 alle 14:10

    Mi hai tolto per l’appunto le parole di bocca …

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