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Un mantra per la Birmania (updated)

UPDATESep 26, 2007 – 10:30 am

1. YANGON (Reuters) – Circa 5.000 monaci e civili stanno marciando verso il centro della capitale dell’ex Birmania, Yangon, sfidando i soldati e la polizia dispiegati nella città in assetto anti-sommossa.
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2. YANGON (Corriere della Sera) Scatta la repressione della giunta – Continua a crescere la tensione in Birmania e secondo le ultime notizie l’attesa repressione di soldati e polizia ha fatto la prima vittima: un monaco è stato ucciso dagli spari dei militari dell’esercito birmano, che ha tentato di disperdere la protesta pacifica nelle strade birmane. Lo hanno riferito la stampa e testimoni locali.
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Pregate per la Birmania, sintetizza oggi Enzo Reale sul suo blog “generalista,” mentre su quello specialistico, di quel lontano e sfortunato Paese si è occupato nei giorni scorsi con una serie formidabile di post che tutti coloro i quali vogliono capire qualcosa di quello che sta succedendo e del come e perché si sia arrivati a questo punto dovrebbero leggere. Non ci sarebbe altro da aggiungere (all’appello di Enzo e ai suoi post), sennonché, per dare ai giornali quel che è dei giornali, suggerisco di leggere un ricchissimo e toccante articolo di Bernardo Valli su la Repubblica e l’intervista di Giordano Stabile, su La Stampa, al primo mini­stro del governo democratico in esi­lio della Birmania, Sein Win.

Quest’ultimo, nominato dopo la straripante vittoria della lista gui­data dal premio Nobel per la pace (1991) Aung San Suu Kyi (nella foto sopra) nelle elezioni tenutesi nel lontano 1990—le uniche concesse dalla giunta militare che aveva preso il po­tere ventotto anni prima—sfuggì per miracolo alle epurazioni messe in atto dai generali, e riparò negli Stati Uniti, da dove oggi guida l’opposizione in esilio. E’ ottimista, Sein Win: «E’ la volta buona», dice, «ma la comunità internazio­nale deve portare al massimo livello le pressioni sulla giunta». Alla domanda sul perché la leadership del movimento sia stata assunta dai reli­giosi, risponde così:

«In Birmania il ruo­lo della religione buddhista è molto importante. I mo­naci vengono dal popolo e ascoltano il popolo, quotidia­namente. Hanno capito che il popolo chiedeva loro di fa­re qualcosa e l’han­no fatto. Questo di­mostra anche che i tentativi della giun­ta di manipolare la religione buddhi­sta per i suoi scopi non hanno avuto molta presa».

Su questo blog, da sempre sensibile alla causa del Tibet, le parole di Sein Win non suonano nuove. Sì, pregare per la Birmania assieme ai suoi monaci e a tutto il suo popolo è cosa buona e giusta. Ma pretendere che l’Occidente faccia la sua parte anche per altre vie non lo è meno. George W. Bush e Gordon Brown—ancora e sempre Stati Uniti e Gran Bretagna!—sembra che ne siano perfettamente consapevoli. Enzo, però, che qualche momento fa ha aggiornato il post già linkato sopra, alla luce delle ultimissime notizie, è molto, molto preoccupato (e ne ha ben donde). Speriamo bene.

Categorie:burma, esteri, religione
  1. John Christian Falkenberg
    26 settembre, 2007 alle 11:35

    il socialismo non si smentisce mai, nemmeno quando – come la giunta birmana – si definisce “socialismo buddista”

  2. Il Mango
    26 settembre, 2007 alle 13:44

    Veramente la giunta e socialista come io sono svedese….
    E triste da dire, ma i militari tengono il paese sotto controllo, senza di loro sarebbe peggio dei balcani dopo Tito.

  3. 100 MILIONI DI TONNELLATE
    28 settembre, 2007 alle 11:26

    Se il dittatore birmano ti convocasse per un’opinione cosa diresti?

    Sangue chiama sangue, occhio per occhio si diventa tutti ciechi.

    Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te.

    prima o poi arriva per tutti il giorno di quello più furbo e la memoria non è un dono solo degli elefanti

    I conti alla fine vengono fatti tornare per tutti, se fai del bene torna bene, se fai del male torna male.

    Ricordati che anche tua madre ha un figlio importante per cui sarebbe pronta a morire e in Birmania ci sono tanti madri, e le madri sono gli animali peggiori quando ci sono in ballo i loro figli preferiti.

    Se un giorno ti dovremo ricordare è tuo compito fare in modo che la tua memoria non sia la peggiore possibile.

    Vivi e aiuta a vivere.

    MISSIONE IMPOSSIBILE
    http://100-milioni-di-tonnellate.blogspot.com/2007/09/missione-impossibile-ma-fattibile.html

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