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Di sillogismo in sillogismo

Stasera a Otto e mezzo Lamberto Dini ha riferito che D’Alema avrebbe detto, più o meno, che l’errore è stato quello di non aver dato vita, fin dall’inizio della legislatura, a una grande coalizione. Un’opinione super-condivisibile che fa onore all’intelligenza del ministro degli Esteri, ma che giunge alquanto tardiva. Nella stessa sede Dini ha detto che

«se dovesse esserci una crisi di governo, l’ipotesi più naturale sarebbe quella di un governo istituzionale e penso che il presidente del Senato sarebbe la prima persona a cui il presidente della Repubblica dovrebbe pensare».

Per la verità, però, Giuliano Ferrara gli aveva chiesto se un governo Marini fosse il suo auspicio, al che Dini ha spiegato che quella, molto semplicemente, sarebbe la prima ipotesi che verrebbe in mente a Napolitano. Maurizio Belpietro, ospite anche lui della trasmissione, ha a quel punto fatto presente che anche un’ipotesi Dini rientrerebbe nel novero delle possibilità. Dini, per parte sua, non ha respinto al mittente la deduzione. Il che mi sembra quanto meno non insignificante.

L’altro ospite di Ferrara era il professor Sartori, il quale ha detto molte cose, la più interessante delle quali a me è sembrata essere la constatazione che l’attaccamento al potere di Romano Prodi va oltre qualsiasi immaginazione. Tra lui e D’Alema direi che c’è una bella gara di buon senso postumo, segno che il tempo è pur sempre galantuomo. Ma Sartori sulla Große Koalition ha stracciato D’Alema, avendola prospettata fin dall’inizio. Come del resto Silvio Berlusconi. A questo punto uno potrebbe ritenersi autorizzato a concludere che il più debole della compagnia sia il ministro degli Esteri, che tuttavia è ritenuto—non a torto, credo—una delle menti più lucide della sinistra riformista.

Adesso, però, ci fermiamo, ché altrimenti, di deduzione in deduzione, di sillogismo in sillogismo, va a finire che …

Categorie:interni
  1. Anonymous
    18 novembre, 2007 alle 11:09

    Provo a indovinare: di sillogismo in sillogismo salta fuori che le menti più illuminate del centrosinistra sono in realtà le più ottenebrate dell’arco costituzionale …😉
    Walter

  2. Anonymous
    18 novembre, 2007 alle 16:15

    Zitti, per l’amor del cielo, altrimenti dopo aver provato a far chiudere i blog finisce che mettono fuori legge il sillogismo …
    Sangal

  3. rob
    18 novembre, 2007 alle 18:24

    Già fatto, Sangal, in senso lato …
    Walter, mettiamola così: le menti più illuminate del csx sono quelle che hanno osato avvicinarsi troppo alla Luce–con le incresciose conseguenze che tu paventi …😉

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