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Vergognosa vittoria dell’intolleranza

La nota della sala stampa vaticana recita così:

«A seguito delle ben note vicende di questi giorni in rapporto alla visita del Santo Padre all’Università degli Studi La Sapienza, che su invito del Rettore Magnifico avrebbe dovuto verificarsi giovedì 17 gennaio si è ritenuto opportuno soprassedere all’evento. Il Santo Padre invierà, tuttavia, il previsto intervento».

Nell’aula di Scienze politiche dove era in corso un’assemblea dei collettivi, cori di giubilo—informa il Corriere—hanno salutato la notizia della rinuncia del Papa. In un certo senso, gioisco anch’io. Avevamo bisogno di una prova certa dell’intolleranza laicista? Ebbene, l’abbiamo avuta proprio grazie alla rinuncia di Benedetto XVI, che ha del clamoroso. Se il Papa fosse andato comunque—a parte le probabili e imbarazzanti conseguenze, eufemisticamente parlando—gli intolleranti avrebbero perso, mentre è proprio di questa loro vergognosa “vittoria” che c’era bisogno. Perché fosse chiaro a tutti che la libertà di opinione e la laicità della cultura—che della tolleranza non possono in alcun modo fare a meno—sono soltanto un pallido ricordo e che da oggi in poi i cattolici sono ufficialmente dei perseguitati. Appurato questo, abbiamo liberato il campo da un mucchio di ipocrisie. Vi pare poco?

  1. Anonymous
    15 gennaio, 2008 alle 20:09

    Forse mi sfugge qualcosa. I manifestanti avrebbero manifestato regolarmente come loro diritto, il papa avrebbe parlato come suo, adeguatamente protetto come dichiarato dal Viminale… perché non è più voluto più andare?
    Può andare solo dove è ricevuto con plauso unanime? Avrebbero dato fastidio le immagini di una pubblica contestazione?

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  2. ernie
    15 gennaio, 2008 alle 20:32

    Caro Anonymous direi che ti sfugge la contestazione programmata. Hanno contestato il Papa che va in una Università non quello che avrebbe detto, direi, non potendolo sapere. Forse sfuggi a te stesso. Invece a me sfugge un’altra cosa: il Rettore era daccordo. Punto. Chi decide in questo paese? Quei 4 coglioni travestiti da sessantottini imbeccati dai loro amici insegnanti? Nnamo bbbene … Paesino siamo e resteremo. Amen.

  3. rob
    15 gennaio, 2008 alle 20:34

    Un momento, Return, un conto è manifestare contro qualcosa o qualcuno, un altro è «impedire» a qualcuno di parlare o chiedere con forza che a qualcuno sia impedito di parlare. E dove, poi? A Roma, che è, tra l’altro, la città che ospita il Papa da qualcosa come duemila anni, e alla “Sapienza,” che è stata fondata da un romano pontefice circa sette secoli or sono. Questi “dettagli” non dovrebbero sfuggirti. Poi c’è da dire che il “divieto” non viene solo da qualche studente ignorantello e un po’ esagitato: dietro ci sono i 67 “cattivi maestri” che hanno scritto al rettore e che hanno raccolto il plauso di altri intellettuali e di esponenti di forze politiche.

  4. Anonymous
    15 gennaio, 2008 alle 20:50

    Ch decide ernie?… Ehm, la Santa Sede, visto che la decisione di non andare è loro. Un po’ confuso eh? Quanto alla contestazione preventiva, esiste da sempre, ed è sinonimo di contestazione organizzata. Per esempio a Prodi quando va a parlare a Milano, o a Bush quando viene a Roma, o ad Ahmadinejad quando è ospitato dalla Columbia. Si contesta la persona per quello che ha detto o fatto in precedenza.

    Rob, questa storia dell’impedire è una fandonia. In primo luogo, la lettera dei docenti era rivolta al rettore, mittente dell’invito. Con argomenti stupidi, ok, ma senza alcuna “forza”. Gli studenti, invece, nel pomeriggio avevano trovato un accordo. Si sono impegnati a contenersi – niente violenza, nessun tentativo di impedire al papa di passare – in cambio di uno spazio per manifestare. Il Viminale ha confermato che non ci sarebbe stato alcun problema di sicurezza, tanto che perfino il Vaticano ha parlato, a proposito della rinuncia, di motivi di “opportunità”.
    “Impedire di parlare”? Per piacere, queste sciocchezze lasciamole ai politici, o a gente tipo Mieli.

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  5. rob
    15 gennaio, 2008 alle 21:41

    “Questa storia dell’impedire è una fandonia” …

    Mah, tu dici? Ci penso un po’ su, d’accordo?

    Per il momento copio/incollo dal blog del vaticanista del Corriere della Sera Luigi Accattoli:

    “Il papa rinuncia alla visita alla Sapienza per le proteste e il timore di violenze. Mi chiedono se ci sono precedenti. Rispondo che in Italia no, non ricordo che sia mai occorso un caso simile. Fuori d’Italia ce ne furono due nel 1994: a causa della situazione di guerra guerreggiata, papa Wojtyla fu costretto a rinviare le visite a Beirut e Sarajevo.”

  6. Anonymous
    15 gennaio, 2008 alle 21:53

    Ma Benedetto XVI non è stato mica “costretto” a rinunciare. Ha preferito farlo, com dice la sala stampa vaticana, “per motivi di opportunità”. Cioè per lucrare politicamente sull’idiozia dei protestatari. Abbiamo un conoscente comune che aveva l’aveva previsto, no? E non era difficile tutto sommato.

    Return

  7. Anonymous
    15 gennaio, 2008 alle 23:37

    Scusate tutti: non è che l’idiozia sia di chi ha invitato il Papa all’inaugurazione dell’anno accademico invece di chi, LEGITTIMAMENTE, protestava contro la visita di un Pontefice quanto mai oscurantista e retrogrado? Non è che gli manchi la maniera di far conoscere il proprio pensiero, O SBAGLIO? Da quando è diventato Papa NON FA ALTRO CHESBRINDELLARCI GLI ZEBEDEI…

  8. Utopia
    16 gennaio, 2008 alle 0:25

    si consolino i cattolici… possono sentire il loro papa tutti giorni a tutte le ore in tv. Il problema è che dobbiamo sentirlo anche noi! maledetto canone rai!!!

  9. StefanoC
    16 gennaio, 2008 alle 7:51

    Io che cattolico non sono (ma che ritengo che la libertà di espressione vada comunque salvaguardata) penso che questa faccenda sia finita nel peggiore dei modi.

    Non sarebbe stato meglio se il Papa fosse andato alla Sapienza e avesse accettato un minimo di dialogo con i suoi oppositori ?

    Dato che la materia del contedere mi pare fossero alcune opinioni espresse tempo fa da Ratzinger, forse sarebbe stata una buona occasione per chiarire se il Pontefice pensa ancora che la Chiesa abbia fatto bene a perseguitare Galileo per le sue idee.

  10. Anonymous
    16 gennaio, 2008 alle 10:22

    Rob, permettimi di circostanziare il tuo commento di prima.

    “Esemplare la visita in Nicaragua, nel 1983. Il paese era dilaniato dalla guerra fra i sandinisti comunisti, e i “contras”. Giovanni Paolo II pose il problema: annullare il viaggio? Alla fine decise: «Andare». Durante la messa a Managua dovette affrontare una contestazione organizzata dal governo, con decine di persone che urlavano davanti al palco. “Silencio” gridò Wojtyla, brandendo il pastorale. Molte altre volte – in Svizzera, negli Stati Uniti, nei paesi scandinavi, in Olanda (Utrecht sconvolta per ore da una guerriglia di strada) – ha affrontato proteste e contestazioni. In un’occasione però ha dovuto rinunciare. Un viaggio a cui teneva moltissimo: Sarajevo. L’Onu fece sapere che non era in grado di garantire la sicurezza: non la sua, quella dei fedeli. Fu costretto a piegarsi.”

    Marco Tosatti per “La Stampa”

    Un po’ diverso

    Return

  11. Anonymous
    16 gennaio, 2008 alle 13:53

    Ciao bello! dopo qualche era geologica torno a farmi sentire…
    non posso far altro che darti ragione. Quattro coglioni (ti posso assicurare che a Fisica alla Sapienza, dove mia sorella insegna, ci sono anche persone ragionevoli) hanno letteralmente smerdato La Sapienza( ma chiamiamola anche l’Ignoranza che è meglio). Oggi sono più che mai orgogliosa di non aver studiato in quel merdaio.

    I Love America

  12. Anonymous
    16 gennaio, 2008 alle 14:58

    Più che il laicismo, a indignare è che, ancora una volta, una sparuta minoranza di teste vuote riesca a prevalere.
    E’ gravissimo che 60 “docenti” su 4.300 contestino la visita del pontefice e vengano accontentati.
    Ma di che c…o di nazione siamo cittadini?
    Nicola

  13. rob
    16 gennaio, 2008 alle 16:28

    Ciao Daisy Miller, è un piacere risentirti dopo tanto. Spero che farai rivivere quel magnifico blog che è stato ILA!

    Un saluto a tutti e grazie per i vostri commenti. Nell’impossibilità di raccogliere tutte le sollecitazioni, mi permetto di segnalarvi questo articolo del Foglio, che rende conto dei commenti assennati di alcuni laici.

  14. Anonymous
    16 gennaio, 2008 alle 16:29

    Su una cosa non sono d’accordo: non ha vinto l’intolleranza, ma il Papa, su tutta la linea, tanto che ora fa la vittima.
    Facessero solo un decimo di questo casino per i cristiani ammazzati in giro per il mondo in quanto cristiani!

  15. Anonymous
    16 gennaio, 2008 alle 17:57
  16. rob
    16 gennaio, 2008 alle 18:34

    Buona questa, però …, senti, Return, a parte gli scherzi, ma ti sembra normale che in una regione dove sta succedendo quel che sta succedendo, e dove il tintinnio di manette dovrebbe eguagliare, quanto a volume, le ultime battute del Götterdämmerung wagneriano, l’unica chiamata a render conto sia la sora Mastella? Non voglio dire che la cattolicità della medesima abbia qualcosa a vedere con tutto ciò, però uno, onestamente, si dovrebbe domandare …

  17. Anonymous
    16 gennaio, 2008 alle 18:54

    Ma come l’unica? 7 reati contestati al marito e tutto il partito in galera.

    R

  18. rob
    16 gennaio, 2008 alle 19:02

    Sì, volevo dire la sora Mastella e famiglia …

  19. Anonymous
    16 gennaio, 2008 alle 21:18

    Beh assodato che la signora ha la faccia come il culo a paragonarsi al papa, ma davvero come poche altre persone nella storia di questo paese disgraziato, cosa c’è da spiegare se è chiamata in causa – non unica ma per prima – visto che è presidente del consiglio regionale e il suo clan influenza e potere a tutti i livelli?

    Return

  20. Dujihlios
    19 gennaio, 2008 alle 16:08

    voi forse non potete ricordare ma negli anni 60 accompagnando un amico “cattolico” ho potuto leggere gli elenchi settimanali affissi dietro la porta d’ingresso della chiesa nei quali erano elencati i libri che si potevano leggere e i fil che si potevano vedere; per i concorsi pub.ci si doveva dichiarare di essere di religione cattolica. L’attuale vescovo di Roma, non dimentichiamo, è andato in Oriente… tra gli islamici… dopo quel “malinteso”… ma 67 professori e …universitari…. ITALIANI …l’hanno fatto desistere!!! Abbiamo assistito alle telenovelas di parte che hanno giudicato i 67 Prof. e M. Pannella è stato insultato da un alto prelato. Uomini che hanno funzioni pubbliche sono stati bacchettati come scolaretti… Dov’è la libertà che la Costituzione sancisce se anche nelle scuole si insegna solamente “catechismo” e non Storia delle Religioni?
    Il regno teocratico del Vaticano non può ancora condizionare la nostra Libertà.

  21. Suspence
    22 gennaio, 2008 alle 15:02

    Italia città di Munnezza e di abbruttiti comunisti dalle facce ilari della medio-alta borghesia che sputano dove mangiano insultando il diritto alla parola persino ad un Capo di Stato.
    E cosa importa se quel Capo di Stato rappresenta Gesù Cristo, il primo ‘comunista’ in senso lato della storia, non fummo forse, cari amici comunisti, tutti uniti a punire gli esecutori di tale misfatto ai danni di una persona che parlava di UNIONE, non fummo forse i primi ad urlare la parola PACE allorché la prima bomba al Napalm fu fatta esplodere in Vietnam? Non fummo forse sempre noi ad appendere fuori dalle finestre quella inutile bandiera della pace allorché Baghdad fu presa da mano americana? Non continuiamo forse a parlare di dialogo INCESSANTEMENTE?
    E allora spiegatemi, perché mi è incomprensibile capire, per quale motivo Il Santo Padre non ha potuto parlare davanti alle vostre facce abbruttite in un freddo pomeriggio di gennaio.
    Avreste preferito invitare Ahmadinejad? Oh certo che sì, vi sareste inchinati alla potenza dell’islam, al terrore, all’uomo che ha avuto la freddezza di dire che i misfatti dei nazisti sono dicerie di quartiere, rinnegando la vostra religione, le vostre radici, la vostra stessa madre in nome del dialogo con un essere immondo simile, in nome della tolleranza e amenità affini che vi sono tanto care.
    Luci a festa, cori di giubilo, drappi rossi, tappeti chilometrici se il nemico numero uno del MONDO si fosse presentato bussando alla vostra porta un pomeriggio di gennaio, non è così?

    Porgiamo l’altra guancia certamente, perché allora non cominciare proprio dall’esponente di spicco di colui che per primo ebbe il coraggio di dire quelle parole?

    Paura? O cosa?

    Abbruttiti comunisti che avete avuto il coraggio di sbattezzarvi, sì, siete voi che armati di chissà quale ferocia disumana avete preteso e trovato firme in tutta Italia, in tutto il mondo, per il diritto a togliere quello che di più caro i vostri genitori potessero donarvi, il battesimo.

    La vostra scienza è messa in pericolo dite? Da chi? Da cosa? Da una istituzione CHIESA che sempre è esistita e sempre ci sarà? Adesso avete gli strumenti per combatterla dite? Adesso avete gli strumenti per fare una grande figuraccia agli occhi del mondo.
    Cosa rimproverate al Santo Padre? Ancora di aver messo in carcere Galilei nel 1610? Di avere bruciato al rogo centinaia di migliaia di eretici e streghe? Di essersi appropriati di ricchezza e lusso? Di aver gozzovigliato alle spalle dei più deboli? Suvvia cari comunisti, e voi cosa avete fatto?

    Il vostro sogno è morto ancor prima di vedere la luce nei gulag e vi ostinate ancora a non vedere con gli occhi della storia. Futuri dottori in scienza a cui mancherà il dono più importante ai fini di una buona riuscita nel proprio lavoro: la comprensione, il dialogo, e non per ultimo l’appoggio di Dio.

    Non credo in voi e adesso men che meno, gettate la testa nel fango e abbiate il coraggio di non rialzarla più. Dannati.

  22. UniQueen
    1 febbraio, 2008 alle 17:27

    Grazie suspance.

    Voglio solo dire una cosa:
    Il Papa voleva partecipare non per un motivo politico o religioso, ma, semplicemente, per festeggiare e sottolineo, festeggiare l’inizio dell’anno accademico, anzi, simbolicamente di tutte le università e quindi il proseguire di un nuovo anno fatto di cultura, dialogo e riflessione. A mio giudizio non è andato per non “rovinare la festa”, perché non desiderava discussioni ne litigi, cose che invece si preannunciavano, rischiando inoltre di centralizzare l’attenzione su di lui invece che sul senso di quell’evento. Un segno, dunque, di grande rispetto per chi al contrario non ne ha dimostrato.
    Il Papa ha ribadito nel suo discorso la domenica successiva l’amore che ha per la cultura e la conoscenza, amore che in molte università italiane (in questa poi!)non si insegna più.

    Ricordate la Chiesa non è il nemico. Tanta rabbia almeno che non abbia un fine che ancora non voglio dire perché ancora spero non sia quello, non è giustificata.

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