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Dissociarsi è d’obbligo

Il tema del «capro espiatorio» non è nuovo nella storia politica italiana. Anzi, diciamo pure che è una costante. Destra e sinistra, da questo punto di vista, si assomigliano, ma il primato sembra che spetti alla seconda, come Ernesto Galli della Loggia sostiene sul Corriere di oggi, riferendosi all’atteggiamento del Pd—con la lodevole eccezione di Walter Veltroni—nei confronti di Romano Prodi.

Certo che si tratta di un triste primato, se pensiamo che la ricerca del capro espiatorio contraddistingue soprattutto popoli, comunità e gruppi non particolarmente evoluti, per così dire, e in qualche caso dediti a pratiche di «propaganda» non certo commendevoli.

Quella ricerca può essere talvolta ossessiva: vedasi il caso Craxi e, più recentemente, anche se con motivazioni e intensità diverse, la vicenda di Clemente Mastella. Ma più spesso è semplicemente “furbesca,” come appunto nel caso di Romano Prodi, “abbandonato” dal partito che lui ha inventato e contribuito a a far diventare ciò che è oggi.

Dissociarsi da questa abitudine «ignobile» credo sia un dovere civico, oltre che morale. Non perché si vogliano o si debbano minimizzare (eventuali) errori e responsabilità. Al contrario: malcostume, corruzione, malgoverno, ecc., sono fenomeni che vanno combattuti alla radice, non facendo finta che un comportamento scorretto o discutibile siano prerogativa di uno solo anziché di molti (o di tutti). Oltretutto, queste furbizie, che in passato hanno avuto molto successo, funzionano sempre meno al giorno d’oggi.

Dissociarsi, dicevo, è d’obbligo, anche a costo di farsi diventare simpatici Mastella e Prodi (non so se mi spiego …) e di spezzare pubblicamente una lancia per loro. Tempo fa qualcuno blaterava di “superiorità antropologica” di qualcuno nei confronti di qualcun altro, beh, vediamo di non costringere gente che di siffatti concetti non ha mai saputo che farsene a diventare oggettivamente pionieri di questa nuova frontiera della diversità antropologica.

Categorie:interni, partiti
  1. Abr
    9 marzo, 2008 alle 17:35

    Capisco la tua motivazione, la spieghi molto bene. Va inserita in quello che personalmente definisco da tempo la deriva livorosa e plebesca della mentalità comune italica, secondo la quale ci si applic anon per emergere (troppo faticoso e poco corretto) ma per tirare giù i “fortunati”.

    Tuttavia si corre anche il rischio opposto, nel paese dove non si boccia più – sia mai, danni irrevesrsibii alle fragili autostime, suicidi dietro l’angolo etc.etc. – e tutto “si recupera”: nessuno è mai responsabile di nulla.
    Ecco, tra questi due estremi andrebbe cercata una mediazione. Senza poi considerare che per me il servizio pubblico dovrebbe essere vissuto come una sorta di “duty”, non mai una professione ..
    ciao, Abr

  2. l.sofri
    9 marzo, 2008 alle 18:21

    Non è che chiunque sia accusato di errori o colpe possa fare la vittima e definirsi “capro espiatorio”: soprattutto se portava ufficialmente responsabilità e incarichi maggiori. Se tutto il mondo criticasse Pecoraro Scanio per il fallimento del governo Prodi, lui potrebbe usare la formula con qualche ragione linguistica e logica.
    Ma nel caso di Prodi, si tratta piuttosto di un “capo espiatorio”.
    L.

  3. l.p,
    9 marzo, 2008 alle 18:26

    Ben condivisibile il magnifico post. Cercare consenso calpestando i cadaveri che ci avevano fatto strada è una turpe prassi politica, e non solo. Ovviamente, il fenomeno “simpatia” per Mastella e Prodi, scatta automatico in chiunque abbia un minimo di idealismo nei suoi cromosomi. Il fascino dello sconfitto, del debole, della persona gabbata o sfruttata, serve a bilanciare i codazzi dei vincenti, i codazzi di chi sale sempre sul treno giusto e al momento opportuno.

  4. luciano Petrullo
    9 marzo, 2008 alle 18:29

    mi associo, e mi dissocio

  5. rob
    9 marzo, 2008 alle 19:52

    ”Non è che chiunque sia accusato di errori o colpe possa fare la vittima e definirsi ‘capro espiatorio’…”, e quel che segue. Assolutamente, Luca , e ci mancherebbe, anche perché, appunto, i Pecoraro Scanio (e non solo lui, ehm …) ci andrebbero a nozze. Né, come dicevo, si tratta di minimizzare colpe e responsabilità (per altro di vario ordine e grado).
    Ma nemmeno si può tollerare il pessimo film—deprimente, maramaldesco e non so quale altra spregevolezza aggiungere all’elenco …—che viene proiettato su questi schermi un giorno sì e l’altro pure. E’ così difficile, per dire, è così “impossibile” andare un po’ a fondo nelle cose e distinguere tra vizi collettivi e individuali, tra l’irresponsabilità generale e le colpe circostanziate e personali, e così via? Se Mastella ha fatto né più né meno di ciò che fanno praticamente tutti i partiti (lottizzare incarichi di nomina politica), non sarebbe il caso di “cambiare le regole” oppure di farsi una ragione se uno piazza i suoi uomini nelle Asl? Non è così? In Tv e sui giornali, però, proprio questo è venuto fuori: tot ds, tot fi, ecc. E nessuno, che io sappia, ha smentito. E allora? Che cosa c’è che non va in Mastella?

    Ok, l’altro giorno, un amico simpatizannte della sinistra, al quale ponevo queste stesse domande, mi ha risposto un po’ soprappensiero (ma fingeva): “Mah, sai, Mastella non è elegante …” Lì per lì mi sono divertito a questa dimostrazione di cinismo estetico, ma un attimo dopo ho pensato che, grazie al cielo, io con la sinistra ho chiuso …

    P.S. Prodi un “capo espiatorio?” Bella trovata, anche se mi fa venire in mente più i tagliatori di teste islamici che un partito politico europeo …
    Thank you for coming.
    rob

  6. rob
    9 marzo, 2008 alle 19:56

    Ciao Abr, d’accordo. Penso che nel commento precedente ho risposto anche alla tua giusta osservazione.

    Grazie l.p. e luciano petrullo . A risentirci.

  7. tommi
    9 marzo, 2008 alle 20:16

    è vero il capro espiatorio è da evitare, ma non tutti i casi coincidono con tale prassi. ad esempio ho sempre pensato che il governo prodi sia caduto per colpa di una persona sola e dei suoi problemi/interessi privati di singolo cittadino e non di rappresentante del popolo in quanto ministro della giustizia. che poi il governo in sé fosse in una situazione di difficoltà è altra questione. capro espiatorio no, evitare le colpe nemmeno.
    è la prima volta che passo di qui e ne sono piacevolmente colpito. non è facile trovare persone con interessi simili e profondità di pensiero.
    spero di poterti trovare tra le mie pagine,
    tommaso – http://www.bloginternazionale.com

  8. Lontana
    10 marzo, 2008 alle 6:23

    Mi trovo d’accordo sul non infierire. Non tirare sull’uomo morto e al nemico che fugge, ponti d’oro!🙂

    Percio’ per me, nonostante l’antipatia enorme che ancora mi suscita Prodi, é capitolo finito.

    Mastella é diverso, é diventato umanamente simpatico quando hanno iniziato a perseguitarlo.

    Ciao..

  9. rob
    10 marzo, 2008 alle 10:36

    Grazie tommi, verrò senz’altro a visitare le tue pagine.

    Ciao Lontana. Un caro saluto.

  10. Anonymous
    10 marzo, 2008 alle 13:44

    Ha proprio ragione, questi ci stanno facendo diventare simpatici persino Prodi e Mastella.
    Che paese di ipocriti.
    Nicola

  11. pInkTalaxocracy
    10 marzo, 2008 alle 16:08

    Mi viene in mente “la violenza e il sacro” di Renè Girard. In due parole, il principio del capro espiatorio deriva dalla natura stessa della violenza (dalla sua definizione, per dirla alla Spinoza). E proprio il capro espiatorio è alla radice del cristianesimo. Accostiamolo alla dottrina di Adam Smith sulla antura della politica… e improvvisamente Prodi diventa quasi simpatico.

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