Archivio

Archive for 10 ottobre, 2008

La fine del ‘secolo americano’

10 ottobre, 2008 2 commenti

Con la consueta (e implacabile) lucidità, Angelo Panebianco ha disegnato sul Corriere di oggi uno scenario più che plausibile per i prossimi anni, cioè la nuova era post-crisi del 2008: non la fine del capitalismo, bensì quella del «secolo americano», un mondo multipolare che sarà “più pericoloso ancora di quello che abbiamo conosciuto e nel quale, inoltre, le prospettive della libertà (per milioni di persone) si faranno ancor più precarie di oggi. Infatti

si assisterà ovunque a una perdita di credibilità del «sistema liberale» (capitalismo privato più democrazia liberale) e a una crescita di attrattiva dei sistemi autoritari e semi-autoritari (Cina, Russia). In fondo, non si sta dimostrando che capitalismo e crescita economica possono fare a meno della democrazia liberale?

Nel mondo multipolare, inoltre, l’Europa sarà “un vaso di coccio, pronta a venire a patti con chiunque, forse anche a scoprire le virtù (nascoste) delle potenze illiberali.” Che bella prospettiva, come se quelle virtù (nascoste) non fossero già tenute nella dovuta considerazione presso molti parlamenti e cancellerie del Vecchio Continente!

Insomma, prepariamoci: si apre una nuova era, in cui tutto sarà rimesso in discussione. Saremo all’altezza delle sfide che ci attendono, saremo cioè in grado, oltre che limitare i danni e leccarci le ferite, di scongiurare le derive pericolosissime ipotizzate da Panebianco? Dubitarne sarebbe lecito, ma anche questo è un lusso (uno dei tanti) che non potremo più permetterci. Solo una grande «fede» nell’Occidente, nelle sue radici più profonde ed autentiche, ci potrà salvare. L’era del libertinismo ideologico ed etico, per così dire, è finita.

Da qui la necessità che l’America “scelga bene” chi la dovrà guidare nei prossimi quattro anni e che l’Europa sappia ritrovare se stessa. E’ di nuovo tempo di profeti e di statisti. La mediocrità cui ci siamo abituati è un altro lusso che non potremo più permetterci. Ma proprio qui sta il difficile.

Categorie:economia, esteri, europa