Home > imperfezionisti, interni, partiti > Veltroni? Niente da aggiungere

Veltroni? Niente da aggiungere

Ne farei volentieri a meno, sono sincero, ma avere un blog politico comporta anche il dovere di occuparsi di questioni e situazioni politicamente sgradevoli, persino tediose, e dei personaggi che ne sono protagonisti (ai quali, pur con tutta la buona volontà, non ci si può riferire in termini più benevoli di quelli impiegati un momento fa). E dunque parliamo delle recenti vicende del Pd e del suo capo. O meglio dell’editoriale di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere di ieri e della risposta di Walter Veltroni su quello di oggi.

Ciò che ha scritto Galli della Loggia a proposito dell’allontanamento del Pd da posizioni riformiste, e del conseguente ri-orientamento su coordinate “agitatorie e radicali tradizionalmente proprie delle forze alla sua sinistra, dai Verdi a Rifondazione” mi sembra talmente giusto, ben detto e meglio argomentato che persino commentare sarebbe superfluo. Si può solo allargare le braccia, mestamente, come si prende atto di un male contro il quale non si intravedono rimedi, e concludere che effettivamente solo “la cultura del riformismo socialista, rifiutando una visione manichea della storia, ha avuto storicamente la possibilità di combattere vere battaglie su due fronti, contro la destra e contro la sinistra radicale (perlopiù comunista), chiamando quest’ultima con il suo nome e accettando la sfida a sinistra.”

Per quanto riguarda la risposta di Veltroni, prendiamo atto mestamente, anche stavolta, della rivendicazione che loro, cioè quelli del Pd, hanno dato vita, al Circo Massimo, “alla più grande manifestazione riformista della storia d’Italia.” Analogamente, leggiamo senza batter batter ciglio che il contrasto col centrodestra “non è solo programmatico, ma anche culturale e ideale.” E magari anche antropologoco, mi permetterei di aggiungere. Cioè: noi, praticamente a prescindere, siamo i migliori. E perché, di grazia? Ma è ovvio: perché scommettiamo “sulle risorse morali, prima ancora che materiali, della società aperta,” di cui sempre noi (loro), naturalmente, siamo gli interpreti unici e autorizzati. Noi, cioè loro, siamo i soli che sanno cosa sia “un mercato regolato,” una “democrazia liberale,” e dunque la “divisione dei poteri e del potere.” Noi, cioè loro, il Pd, infatti, “guardiamo da tempo alla esperienza dei democratici americani e alla straordinaria novità rappresentata da Barack Obama.” Da tempo, sì, praticamente dai tempi di Togliatti, Cossutta, Pajetta, Ingrao …

C’è altro da aggiungere? Beh, ecco, insomma, mica tanto. Facciamo niente, Ok?

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: