Home > informazione, interni > La fuga di Giuliano Ferrara

La fuga di Giuliano Ferrara

Da quel che si evince dagli ultimi editoriali la domanda sorge spontanea: Giuliano Ferrara è insoddisfatto della politica nazionale? A chiederglielo direttamente e senza tanti giri di parole è Massimo Bordin nel corso del colloquio con Marco Pannella svoltosi non molte ore fa a Radio Radicale. Il video della lunga chiacchierata—interessantissima, a mio modesto avviso—è consultabile  qui.

Dunque, insoddisfatto? Macché, la sua è proprio una fuga, perché, dice, “io non sono così combattente come Pannella. Non sono così forte, robusto. Io provo noia, noia profonda. Tra l’altro la noia è una categoria anche della teologia di Ratzinger.” E Pannella: “E’ una categoria camusiana, anche.”

E poi ancora: “Non ce l’ho con Berlusconi per la sua vita licenziosa, anzi gli auguro di potere ancora per tanti e tanti anni divertirsi, e gli auguro anche di fare quelle cose non così brutte. Quello che non capisco è perché noi dobbiamo stare qui inchiodati a questa miseria: battaglie sulla libertà di stampa che partono da storie senza senso. Vorrei veramente che si discutesse di cose non serie – perché io non sono serioso – anche di cose futili, curiose, eccentriche, perché noi siamo un paese anomalo finché c’è Berlusconi”; “non ho fregole moralistiche o politicistiche, però vorrei ci fosse la ciccia”. E Pannella: “Non c’è trippa per i gatti, se sono gatti interessati a vivere decentemente.”

Subito dopo Ferrara aggiunge: “Perché dobbiamo avere questa routine? Perché dobbiamo sempre assistere a film già visti? […] Adesso Berlusconi torna dall’America. Benissimo, si rimetta a lavorare. Che facciamo, continuiamo con gli ozi di Capua? Faccia una cosa seria che riguarda la destinazione delle risorse, il bilancio dello Stato, risvegli il Parlamento. […] Berlusconi ha vinto tutto quello che si poteva vincere, dai quattrini al consenso politico; ha conosciuto il dolore come pochi, perché è stato buttato all’opposizione. Ha vinto, ha vinto, ha vinto e ha stravinto. Allora è naturale che a 73 anni l’unica cosa che gli resta da fare è convincere, essere persona che lascia un senso riformatore in questo Paese”. E Pannella: “Io sono convinto che lui non è all’altezza di questa situazione immensa che gli si è creata. Quindi noi come radicali poniamo il problema: a questo punto dobbiamo chiudere il sessantennio partitocratico, fare la follia di dire: vogliamo chiuderlo, costituire il progetto e il governo della rivoluzione liberale.”

Questi sono soltanto alcuni dei passaggi cruciali del colloquio, di cui esiste anche la trascrizione, a destra del video.

Mi sembra valga la pena di un po’ del vostro tempo. E quanto alla fuga, alla noia e compagnia bella, vi consolerete al pensiero di non essere soli a questo mondo, nel caso. O almeno parlo per me. Voi fate un po’ come vi pare. Buon ascolto.

Categorie:informazione, interni
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: