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Archive for the ‘america’ Category

Quando il fact-checking è esso stesso fake-news: chi controlla i “controllori”?

23 gennaio, 2019 Lascia un commento

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Il mio pezzo su Atlantico di oggi…

I media americani hanno abbandonato il loro compito primario, che è quello di dare le notizie. Sono passati i tempi in cui si offrivano al lettore le famose 5 W: Who? (Chi?), What? (Che cosa?), When? (Quando?), Where? (Dove?), Why? (Perché?). Oggi bisogna dire alla gente cosa deve pensare, e questo dopo aver accuratamente filtrato le notizie attraverso diversi strati di pregiudizio e di faziosità. L’ultimo espediente che hanno escogitato è il cosiddetto “fact-checking” (letteralmente: controllo/verifica dei fatti), da applicare rigorosamente—e in tempo reale—soltanto al presidente Trump. Quando mai, infatti, si sono visti sui mainstream media dei fact-checking sulle parole di Barack Obama? CONTINUA A LEGGERE

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Categorie:america, esteri, informazione, tv

In Trump odiano l’americano medio: la bancarotta intellettuale dei Democratici

27 ottobre, 2018 Lascia un commento

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Il mio più recente articolo su Atlantico: L’America che odia se stessa…

Niente da fare, no way, l’America degli intellò, salvo rare eccezioni, è due passi indietro rispetto a quella della gente comune, o meglio di coloro i quali si occupano di tutto meno che di insegnare agli altri come va e come dovrebbe andare il mondo. Una dimostrazione pratica di questa verità incontrovertibile ce l’ha offerta un  professore di Scienze informatiche, della Yale University, David Gelernter, con un brillante commento apparso sul Wall Street Journal del 21 ottobre scorso. Il titolo dell’articolo è “La vera ragione per cui odiano Trump”, e il contenuto si dimostra all’altezza del problema evocato, dal momento che l’autore ha quanto meno tentato seriamente di dire qualcosa di sensato e credibile, fuori dagli schemi e dalle semplificazioni che sistematicamente fanno naufragare nella noia e nell’irrilevanza i tentativi analoghi messi in atto dai fini analisti politici di Washington e dintorni… CONTINUA A LEGGERE

Categorie:america, esteri

Razzisti sarete voi!

15 settembre, 2018 Lascia un commento

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[Dal mio articolo per Atlantico  del 15 settembre 2018]

“Razzisti, misogini, simpatizzanti nazisti e sempliciotti ignoranti. Così, come il coro di una tragedia greca, 63 milioni di americani che hanno votato per Trump vengono continuamente descritti da media e Dems, nonché da NeverTrumpers, elitisti vari e, non occorre neanche dirlo, elitist wannabes – categoria, quest’ultima, che ha spopolato anche al di qua dell’oceano, e alla grande.

Finché uno perde la pazienza e decide di confutare punto per punto l’infame vulgata, soprattutto la bufala del razzismo nazistoide…” CONTINUA A LEGGERE

Categorie:america

Il Crepuscolo dei Never Trumpers

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[Dal mio articolo per Atlantico  del 9 luglio 2018]

“Persino quando si tratta di sparlare di Donald Trump non è frequente imbattersi in un attacco ruvido e devastante come quello di cui si è incaricata qualche giorno fa Emerald Robinson sulle colonne virtuali di The American Spectator. Bersaglio di tanta veemenza sono i cosiddetti Never Trumpers, cioè quella folta schiera di figure pubbliche che si considerano conservatori, militano o si riconoscono nel Partito Repubblicano, ma avversano fieramente Trump e le sue politiche. La Robinson, giovane e promettente giornalista e scrittrice nonché capo-corrispondente dalla Casa Bianca per la rete Tv via cavo One America News, concentra i suoi strali polemici contro intellettuali e giornalisti ignorando completamente i politici, sui quali con ogni probabilità – e giustamente, direi – ritiene che vada fatto un discorso a parte. Una serie di eventi, esordisce l’articolo, segnalano la crisi irreversibile dei Never Trump Conservatives…” CONTINUA A LEGGERE.

 

Categorie:america, partiti

La Sinistra e il rapporto religione-politica in America

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Il mio pezzo su Atlantico di oggi si occupa di due questioni di grande importanza sotto il profilo politico-filosofico, anche se, in questo caso, volutamente affrontate in maniera non strettamente accademica, e quindi con un taglio essenzialmente giornalistico.

Tra i vari temi che frequentemente ricorrono nel dibattito politico o filosofico-politico americano, ce ne sono alcuni che di solito accendono particolarmente gli animi. Uno di questi è quello del rapporto tra religione e politica. Un altro è ciò che dobbiamo intendere con il termine “sinistra”. Colgo l’occasione di un paio di articoli apparsi in questi giorni per un sintetico e forzatamente limitato resoconto e per qualche considerazione conclusiva – altrettanto frettolosa – su come le due problematiche si compenetrino a vicenda fino a divenire due facce della stessa medaglia.
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Atene e Sparta. Perché studiare i Classici è cruciale per la Civiltà occidentale

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Larry Arnn, dodicesimo presidente dello Hillsdale College

Il mio pezzo su Atlantico di oggi. Si parla anche di un college che è il vanto e l’orgoglio del conservatorismo made in U.S.A.

Qualche giorno fa, con un articolo di una sua giovane reporter, Bre Payton, The Federalist ha tributato un giusto omaggio ad un corso interamente online e del tutto gratuito intitolato “Atene e Sparta”. Organizzato dallo Hillsdale College – un’istituzione culturale che è il vanto e l’orgoglio del conservatorismo americano – e articolato in nove lectures tenute un paio d’anni fa da insigni studiosi del mondo classico, il corso è tuttora disponibile presso il sito del college.
L’articolo si soffermava sulla prima lezione, quella di Larry Arnn, dodicesimo presidente dello Hillsdale, intitolata “Perché studiare i classici?” La risposta che viene data alla domanda è chiara e inequivocabile: perché lo studio e la conoscenza dei classici sono la condicio sine qua non della comprensione della civiltà occidentale…
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Ken Langone: una storia americana

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Il mio articolo su Atlantico di oggi:

Ha pochi eguali Peggy Noonan quando vuol farci amare qualcuno o qualcosa. Columnist del Wall Street Journal e stella degli speechwriters presidenziali negli anni Ottanta (è lei che ha firmato i discorsi più memorabili di Ronald Reagan, tra cui quello per ricordare gli astronauti uccisi nell’esplosione del Challenger), Peggy Noonan sa come toccare le corde più intime dei suoi lettori di riferimento, cioè gli americani che si ostinano a onorare e rispettare profondamente i “valori americani”. Non a caso la sua rubrica – Declarations (Dichiarazioni) – è una delle più apprezzate del WSJ, e i suoi libri – dal primo, What I Saw at the Revolution, al più recente, The Time of Our Lives – si vendono come il pane nonostante lo stile leggermente old-fashioned di chi ha probabilmente dato il meglio di sé nella Reagan Era, o magari proprio per questo.

Stavolta, ha pensato bene di rendere omaggio, lei americana di seconda generazione e di discendenza irlandese, a un altro americano di seconda generazione, ma di discendenza italiana, Ken (all’anagrafe Kenneth Gerald) Langone, che come lei ha saputo farsi onore malgrado le umili origini: lei newyorchese di Brooklyn, figlia di un marinaio mercantile, lui di Long Island, figlio di un idraulico. […]

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