Archivio

Archive for the ‘america’ Category

Il Crepuscolo dei Never Trumpers

Emerald-373x210

Emerald Robinson

[Dal mio articolo per Atlantico  del 9 luglio 2018]

“Persino quando si tratta di sparlare di Donald Trump non è frequente imbattersi in un attacco ruvido e devastante come quello di cui si è incaricata qualche giorno fa Emerald Robinson sulle colonne virtuali di The American Spectator. Bersaglio di tanta veemenza sono i cosiddetti Never Trumpers, cioè quella folta schiera di figure pubbliche che si considerano conservatori, militano o si riconoscono nel Partito Repubblicano, ma avversano fieramente Trump e le sue politiche. La Robinson, giovane e promettente giornalista e scrittrice nonché capo-corrispondente dalla Casa Bianca per la rete Tv via cavo One America News, concentra i suoi strali polemici contro intellettuali e giornalisti ignorando completamente i politici, sui quali con ogni probabilità – e giustamente, direi – ritiene che vada fatto un discorso a parte. Una serie di eventi, esordisce l’articolo, segnalano la crisi irreversibile dei Never Trump Conservatives…” CONTINUA A LEGGERE.

 

Annunci
Categorie:america, partiti

La Sinistra e il rapporto religione-politica in America

flag-church-900x600

Il mio pezzo su Atlantico di oggi si occupa di due questioni di grande importanza sotto il profilo politico-filosofico, anche se, in questo caso, volutamente affrontate in maniera non strettamente accademica, e quindi con un taglio essenzialmente giornalistico.

Tra i vari temi che frequentemente ricorrono nel dibattito politico o filosofico-politico americano, ce ne sono alcuni che di solito accendono particolarmente gli animi. Uno di questi è quello del rapporto tra religione e politica. Un altro è ciò che dobbiamo intendere con il termine “sinistra”. Colgo l’occasione di un paio di articoli apparsi in questi giorni per un sintetico e forzatamente limitato resoconto e per qualche considerazione conclusiva – altrettanto frettolosa – su come le due problematiche si compenetrino a vicenda fino a divenire due facce della stessa medaglia.
CONTINUA A LEGGERE

Atene e Sparta. Perché studiare i Classici è cruciale per la Civiltà occidentale

hillsdale

Larry Arnn, dodicesimo presidente dello Hillsdale College

Il mio pezzo su Atlantico di oggi. Si parla anche di un college che è il vanto e l’orgoglio del conservatorismo made in U.S.A.

Qualche giorno fa, con un articolo di una sua giovane reporter, Bre Payton, The Federalist ha tributato un giusto omaggio ad un corso interamente online e del tutto gratuito intitolato “Atene e Sparta”. Organizzato dallo Hillsdale College – un’istituzione culturale che è il vanto e l’orgoglio del conservatorismo americano – e articolato in nove lectures tenute un paio d’anni fa da insigni studiosi del mondo classico, il corso è tuttora disponibile presso il sito del college.
L’articolo si soffermava sulla prima lezione, quella di Larry Arnn, dodicesimo presidente dello Hillsdale, intitolata “Perché studiare i classici?” La risposta che viene data alla domanda è chiara e inequivocabile: perché lo studio e la conoscenza dei classici sono la condicio sine qua non della comprensione della civiltà occidentale…
CONTINUA A LEGGERE

Ken Langone: una storia americana

LANGONE
Il mio articolo su Atlantico di oggi:

Ha pochi eguali Peggy Noonan quando vuol farci amare qualcuno o qualcosa. Columnist del Wall Street Journal e stella degli speechwriters presidenziali negli anni Ottanta (è lei che ha firmato i discorsi più memorabili di Ronald Reagan, tra cui quello per ricordare gli astronauti uccisi nell’esplosione del Challenger), Peggy Noonan sa come toccare le corde più intime dei suoi lettori di riferimento, cioè gli americani che si ostinano a onorare e rispettare profondamente i “valori americani”. Non a caso la sua rubrica – Declarations (Dichiarazioni) – è una delle più apprezzate del WSJ, e i suoi libri – dal primo, What I Saw at the Revolution, al più recente, The Time of Our Lives – si vendono come il pane nonostante lo stile leggermente old-fashioned di chi ha probabilmente dato il meglio di sé nella Reagan Era, o magari proprio per questo.

Stavolta, ha pensato bene di rendere omaggio, lei americana di seconda generazione e di discendenza irlandese, a un altro americano di seconda generazione, ma di discendenza italiana, Ken (all’anagrafe Kenneth Gerald) Langone, che come lei ha saputo farsi onore malgrado le umili origini: lei newyorchese di Brooklyn, figlia di un marinaio mercantile, lui di Long Island, figlio di un idraulico. […]

CONTINUA A LEGGERE

Quando i sondaggi sono invisibili

POLL

Il mio articolo su Atlantico di oggi:

Miti che crollano. Quello di Donald Trump presidente impopolare, impresentabile, detestato come nessuno, è ufficialmente entrato in crisi il 2 aprile scorso, quando Rasmussen ci ha informato che l’indice giornaliero di approvazione del suo operato alla Casa Bianca aveva raggiunto il 50 per cento, per arrivare due giorni dopo al 51 (contro il 48 percento di disapprovazione). Per farsi un’idea, il 4 aprile 2010, al suo secondo anno di mandato, Obama si era fermato al 46 per cento. Senza voler assolutizzare niente – questi indici si alzano e si abbassano, anche sensibilmente, da un giorno all’altro su base costante, tanto che soltanto un paio di giorni dopo l’indice era nuovamente in calo di quattro punti – la soglia simbolica del 50 per cento è importantissima, per non dir nulla dell’impietoso raffronto dal quale un presidente considerato tra i più amati esce fuori malamente.

Gallup, per parte sua, informava negli stessi giorni che sei americani su dieci si dicono convinti che i giovani d’oggi avranno una vita migliore di quella dei loro genitori (nel 2011 erano solo il 44 per cento, un risultato molto distante dal 66 per cento misurato nel febbraio 2008, cioè una manciata di settimane prima della Great Recession)…

CONTINUA A LEGGERE

Categorie:america, informazione

A chi la vogliono raccontare?

marcus-900x600

Il mio articolo su Atlantico di oggi parla di un’America che veniva data in via di estinzione, e invece è ancora lì, e grazie a Dio non sarà facile per nessuno mandarla in pensione. E’ l’America di Lloyd Marcus, “l’Americano senza trattino”.

Per rendere l’idea, ecco come Lloyd introduce il suo pensiero in un articolo su
The American Thinker:

Vi prego, perdonatemi se uso un detto un po’ rude ma appropriato: ‘Non urinate sulla mia testa dicendomi che sta piovendo’. I “sinistri” urinano menzogne, falsità, perversione, immoralità e peccato sulle nostre teste raccontandoci che queste porcherie sono la quintessenza della bellezza, dell’amore e della compassione. In poche parole, usano il loro potere per trasformare ciò che è abnorme e innaturale in qualcosa di perfettamente normale, e nello stesso tempo mettendosi sotto i piedi i valori e i principi tradizionali, dichiarandoli risibili, intolleranti e detestabili.

Insomma, quel che si dice un personaggio interessante…

Se Steve Bannon viene a Roma per imparare

bannon_in_romeQuinto articolo per la mia rubrica “O, America!” su Atlantico.

Prima e dopo lo tsunami elettorale del 4 marzo, Steve Bannon ha detto la sua sulla situazione politica italiana. L’ex stratega di Donald Trump ed ex direttore di Breitbart News – ma nonostante gli “ex” sempre un personaggio di primissimo piano nel panoramo politico internazionale – è convinto che  “per vedere il futuro dell’Ue bisogna guardare al voto italiano”.