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Archive for the ‘filosofia politica’ Category

Trump, eroe da mitologia greca

Il mio articolo di sabato scorso su Atlantico (vedi il mio post precedente) è su Italia Oggi! Un sentito ringraziamento al direttore, Pierluigi Magnaschi.

Italia_Oggi

P.S. Anche nell’edizione online.

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“The Case for Trump”: un presidente di cui l’America ha bisogno ma che non sarà mai compreso e apprezzato

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L’archetipo dell’eroe tragico che dalla Grecia antica arriva fino ai più classici film western, l’uomo solo contro il Male, disprezzato da molti (per non dire quasi tutti), anche da quelli che dovrebbero solo ringraziarlo, ma indispensabile, insostituibile, rozzo nei modi, fino alla brutalità, ma nobile nello spirito. Fa il suo lavoro, risolve quello che c’è da risolvere, e poi se ne deve andare, o se ne va spontaneamente, ferito dall’ingratitudine, solo, assieme al sole che tramonta su un mondo ripulito. Tutto questo lo leggete in questo anticipo di recensione di un libro che va letto. Come i classici ai quali si è ispirato Victor Davis Hanson per il suo libro The Case for Trump (“Il caso Trump”), in uscita il 5 marzo.

[Dal mio articolo per Atlantico del 2/03/2019]

Tra i tanti libri pro-Donald Trump che sono stati pubblicati—e che per lo più non sono di eccelso valore, vuoi perché eccessivamente apologetici, vuoi per via dello scarso spessore letterario e politologico degli autori—ne spicca uno che sta per uscire (per i tipi di Basic Books), il cui autore è il meno sospettabile di piaggeria e mediocrità. Si tratta di The Case for Trump, di Victor Davis Hanson, famoso classicista e storico militare, commentatore fisso del National Review e senior fellow del prestigioso think tank della Stanford University noto come Hoover Institution on War, Revolution, and Peace.

Il libro spiega come un uomo d’affari e una celebrità mediatica senza alcuna esperienza politica sia riuscito a trionfare su sedici qualificatissimi rivali repubblicani e contro una candidata democratica con un quarto di miliardo di dollari a disposizione per la campagna elettorale, per non parlare dell’ostilità sorda dell’intero establishment di Washington e della quasi totalità dei media. Una specie di miracolo. Il ritratto di The Donald include una tesi singolare e affascinante: il presidente è una sorta di “eroe tragico” di tipo classico, di cui l’America ha disperatamente bisogno ma che non sarà mai apprezzato come merita nel proprio Paese. CONTINUA A LEGGERE

La Sinistra e il rapporto religione-politica in America

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Il mio pezzo su Atlantico di oggi si occupa di due questioni di grande importanza sotto il profilo politico-filosofico, anche se, in questo caso, volutamente affrontate in maniera non strettamente accademica, e quindi con un taglio essenzialmente giornalistico.

Tra i vari temi che frequentemente ricorrono nel dibattito politico o filosofico-politico americano, ce ne sono alcuni che di solito accendono particolarmente gli animi. Uno di questi è quello del rapporto tra religione e politica. Un altro è ciò che dobbiamo intendere con il termine “sinistra”. Colgo l’occasione di un paio di articoli apparsi in questi giorni per un sintetico e forzatamente limitato resoconto e per qualche considerazione conclusiva – altrettanto frettolosa – su come le due problematiche si compenetrino a vicenda fino a divenire due facce della stessa medaglia.
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Atene e Sparta. Perché studiare i Classici è cruciale per la Civiltà occidentale

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Larry Arnn, dodicesimo presidente dello Hillsdale College

Il mio pezzo su Atlantico di oggi. Si parla anche di un college che è il vanto e l’orgoglio del conservatorismo made in U.S.A.

Qualche giorno fa, con un articolo di una sua giovane reporter, Bre Payton, The Federalist ha tributato un giusto omaggio ad un corso interamente online e del tutto gratuito intitolato “Atene e Sparta”. Organizzato dallo Hillsdale College – un’istituzione culturale che è il vanto e l’orgoglio del conservatorismo americano – e articolato in nove lectures tenute un paio d’anni fa da insigni studiosi del mondo classico, il corso è tuttora disponibile presso il sito del college.
L’articolo si soffermava sulla prima lezione, quella di Larry Arnn, dodicesimo presidente dello Hillsdale, intitolata “Perché studiare i classici?” La risposta che viene data alla domanda è chiara e inequivocabile: perché lo studio e la conoscenza dei classici sono la condicio sine qua non della comprensione della civiltà occidentale…
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Ken Langone: una storia americana

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Il mio articolo su Atlantico di oggi:

Ha pochi eguali Peggy Noonan quando vuol farci amare qualcuno o qualcosa. Columnist del Wall Street Journal e stella degli speechwriters presidenziali negli anni Ottanta (è lei che ha firmato i discorsi più memorabili di Ronald Reagan, tra cui quello per ricordare gli astronauti uccisi nell’esplosione del Challenger), Peggy Noonan sa come toccare le corde più intime dei suoi lettori di riferimento, cioè gli americani che si ostinano a onorare e rispettare profondamente i “valori americani”. Non a caso la sua rubrica – Declarations (Dichiarazioni) – è una delle più apprezzate del WSJ, e i suoi libri – dal primo, What I Saw at the Revolution, al più recente, The Time of Our Lives – si vendono come il pane nonostante lo stile leggermente old-fashioned di chi ha probabilmente dato il meglio di sé nella Reagan Era, o magari proprio per questo.

Stavolta, ha pensato bene di rendere omaggio, lei americana di seconda generazione e di discendenza irlandese, a un altro americano di seconda generazione, ma di discendenza italiana, Ken (all’anagrafe Kenneth Gerald) Langone, che come lei ha saputo farsi onore malgrado le umili origini: lei newyorchese di Brooklyn, figlia di un marinaio mercantile, lui di Long Island, figlio di un idraulico. […]

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A chi la vogliono raccontare?

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Il mio articolo su Atlantico di oggi parla di un’America che veniva data in via di estinzione, e invece è ancora lì, e grazie a Dio non sarà facile per nessuno mandarla in pensione. E’ l’America di Lloyd Marcus, “l’Americano senza trattino”.

Per rendere l’idea, ecco come Lloyd introduce il suo pensiero in un articolo su
The American Thinker:

Vi prego, perdonatemi se uso un detto un po’ rude ma appropriato: ‘Non urinate sulla mia testa dicendomi che sta piovendo’. I “sinistri” urinano menzogne, falsità, perversione, immoralità e peccato sulle nostre teste raccontandoci che queste porcherie sono la quintessenza della bellezza, dell’amore e della compassione. In poche parole, usano il loro potere per trasformare ciò che è abnorme e innaturale in qualcosa di perfettamente normale, e nello stesso tempo mettendosi sotto i piedi i valori e i principi tradizionali, dichiarandoli risibili, intolleranti e detestabili.

Insomma, quel che si dice un personaggio interessante…

Se Steve Bannon viene a Roma per imparare

bannon_in_romeQuinto articolo per la mia rubrica “O, America!” su Atlantico.

Prima e dopo lo tsunami elettorale del 4 marzo, Steve Bannon ha detto la sua sulla situazione politica italiana. L’ex stratega di Donald Trump ed ex direttore di Breitbart News – ma nonostante gli “ex” sempre un personaggio di primissimo piano nel panoramo politico internazionale – è convinto che  “per vedere il futuro dell’Ue bisogna guardare al voto italiano”.