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Archive for the ‘humour’ Category

Quando il sole non splende e piove, piove, piove …

20 maggio, 2008 3 commenti

Oggi la prendiamo con filosofia, o meglio con humour (nero, anzi nerissimo), e dopo Jena ecco Andrea Marcenaro, che sul Foglio dice la sua sui rifiuti della capitale del Mezzogiorno. Da notare che l’umorismo dovrebbe almeno far sorridere, e a me, invece, (sarà questa giornata uggiosa?) mi prende una malinconia, ma una malinconia …

Ma se arriva l’estate a Napoli, e con l’estate arriva il caldo, e la spazzatura non si riesce a togliere, e alle trecentomila tonnellate di sacchetti accumulati se ne aggiungono altre, e quelli di Villaricca non vogliono riaprire la vecchia discarica, e quelli di Difesa Grande lo stesso, e i cittadini di Parapoti fanno i blocchi, e i cittadini di Tre Ponti di Montesarchio fanno i blocchi, e quelli di Pianura fanno i blocchi, e i cittadini di Terzino si ribellano, e quelli di Savignano Irpino si rivoltano, e quelli di Sant’Arcangelo Trimonte pure, e gli abitanti di Serre anche, e a quelli di Macchia Soprana gli gira di fare come gli altri, così come a Caivano, a Giugliano, a Casalduni e a Pianodardine, e l’esercito per togliere la spazzatura non si può usare, e l’area di Pomigliano non si deve usare, e il sito di Ercolano è nel Parco del Vesuvio, e l’Amor nostro non la risolve, e intanto marcisce tutto per via del caldo, e i ratti aumentano, e diventa allarme sanitario, voi dite che gli abitanti di Napoli e dintorni muoiono tutti tutti tutti?

Categorie:humour

Il Pd fa scuola

20 maggio, 2008 1 commento

Ignobilmente cattiva, crudele, perfida … Jena!

Il Partito democratico annuncia che tra l’11 e il 14 settembre aprirà la sua scuola di politica. La prima lezione verterà sul seguente tema: tutto quello che dovete sapere per riuscire a perdere le elezioni.

Categorie:humour, partiti

Ode a Clemente

Beppe Grillo ha saccheggiato (e malmenato) un celeberrimo sonetto foscoliano per celebrare l’uscita di scena di Clemente Mastella. Noi gli dedichiamo la foto qui a destra, attingendo ad archivi altrui. Magari qualcuno, costretto dalle circostanze, ruberà un fiore dal giardino di qualcun altro e glielo invierà in segno di affetto e riconoscenza. Si vocifera, infine, che un famoso cantante napoletano abbia plagiato la canzone di un collega un po’ meno celebre e, con qualche ritocco a testo e musica, ne abbia tratto uno struggente omaggio alla persona dell’ex ministro della Giustizia.

Poi non si dica che questo è un Paese ingrato, che non sa riconoscere chi, tra i tanti, lo ha rappresentato degnamente nel corso di questi anni tempestosi …

Categorie:humour, interni

Zitti, per carità …

21 gennaio, 2008 8 commenti

No, un momento, ma fino a che le telecamere non me lo mostrano intento a varcare la soglia del Quirinale, per poi uscirne dopo pochi minuti, con un sorrisetto più tirato che mai stampato sul faccione occhialuto, e dichiarare a legioni di giornalisti in trepida attesa che …—alt, non lo dico e non so se più per scaramanzia o per tommasiana incredulità, o meglio ancora per tutt’e due le cose insieme—, beh, mi dispiace ma non ci credo …, che dico? non ci credo finché non lo vedo io, con questo miei occhi, anzi, non ci credo nemmeno se lo vedo, figuriamoci se ci credo, dopo tante fregature, dopo innumerevoli e inenarrabili disillusioni … Zitti, per carità, che nessuno fiati! Vi prego …

Categorie:humour, interni

Lunga vita al Cavaliere

26 novembre, 2007 3 commenti

Non c’è niente da fare: la migliore chiave interpretativa della politica è letteraria—ed è già tanto che non si dica che la politica, in fondo, è pura poesia …, sulla qual cosa, tuttavia, sarebbe plausibile formulare qualche seria ipotesi di lavoro, qualora non volessimo farci mancare proprio nulla nel nostro eterno vagare alla ricerca di un senso in quella foresta di simboli che, appunto, è la politica.

Ehi, non pensate che, a forza di scervellarmi sulle ben note vicende, mi sia spinto troppo in là, oltre le Colonne d’Ercole della cara, vecchia razionalità cartesiana delle idee chiare e distinte, e mi stia addentrando sconsideratamente tra flutti perigliosi, avvolti da fitte nebbie imperscrutabili. No, non è questo il caso. E’ che ho appena finito di leggere quello che ha scritto oggi Adriano Sofri su Repubblica, e come al solito non ne sono uscito indenne. Né, per l’ennesima volta, mi azzarderò a sintetizzare o riassumere per sommi capi il suo pensiero, perché inevitabilmente lo banalizzerei.

Dico solo che Sofri si è occupato del Berlusconi resuscitato, o meglio di coloro che aspiravano a succedergli—novelli Bruti (e Cassii) alle prese con un Cesare un filo più accorto e diffidente—e delle cose che sono andate come sono andate. Un groviglio di calcoli anagrafici (che portano bene, assicura Sofri) e di scongiuri, con tanto di gufi un po’ grotteschi e molto, molto maldestri (e non saprei se pure un po’ rimbambiti). E poi altre storie parallele, tipo l’ordine di aprire il fuoco sul quartier generale impartito da Mao nel 1966, quello che scatenò la Rivoluzione Culturale. E poi ancora “la svelta adesione” di Daniele Capezzone—che di successioni mancate era fino a qualche giorno fa il massimo esperto in circolazione—“al Partito del Popolo pur mo’ nato,” e l’astuto Giuliano Ferrara, che “non esclude nessuna frec­cia dal proprio arco, e a suo modo ha fatto molto per il Par­tito Democratico, e fa moltis­simo per il Partito del Popolo.”

Insomma, ottima letteratura, IMHO, di una classe cristallina di cui, oramai, solo la vecchia guardia sembra dotata—se Sofri non si offende per l’espressione affettuosamente “anagrafica,” epperò, mi pare, adeguata al contesto. La chiusa è degna di tutto il resto:

Vien quasi da dire che c’è una provvidenza. La meschi­nità di centrosinistra oscurava il vuoto pneumatico del centrodestra, tenuto assieme da due attese, quella melodram­matica della caduta di Prodi, e quella intrigante della giubilazione di Berlusconi. Prodi può sempre cadere, restano fior di professionisti dello sgambet­to: ma anche se succedesse, ora, la giubilazione politica di Berlusconi nel centrodestra è aggiornata a data da destinar­si.
[Leggi il resto]

E come evitare di aggiungere, per il bene di tutti, l’augurio che l’attesa abbia a essere molto, molto lunga, e soprattutto paziente? Questione di stile, oltretutto: forza, Cavaliere, fagliela vedere a quei gufi malefici!

Categorie:humour, interni, partiti

Povero Berlusconi

18 novembre, 2007 Lascia un commento

Inarrivabile Jena

Sconfitto e abbandonato dai suoi alleati, ormai Berlusconi è un uomo solo. Con lui non è rimasto più nessuno, un pugno di fedelissimi e circa dieci milioni di italiani.

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Quel che ho scritto ho scritto

6 novembre, 2006 6 commenti

Mettiamola così:

No no, non posso dirlo, non ce la faccio, sì lo so che se uno ci crede deve crederci sempre, non può distinguere caso per caso, è un principio, un valore assoluto, il valore della vita, ma io non ci riesco, è inutile, non mi viene, è più forte di me, basta, non insistere, tanto non lo scriverò mai che non si deve condannare a morte Saddam. Oddio, l’ho scritto.
Jena

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