Essere conservatori

25 giugno, 2014 Lascia un commento

In italiano “conservatore” è una parola strana, al punto che al giorno d’oggi, sui media ma non solo, ha per lo più un’accezione decisamente negativa: conservatore è chi vuole mantenere lo status quo, nel senso peggiore dell’espressione, cioè i privilegi di cui in questo paese gode l’odiatissima (a ragione) “casta”, anzi le odiatissime caste, i detestati parassiti che si nutrono del sangue di un popolo esausto ma non rassegnato… Vabbè, ci siamo capiti. In Italia conservatore è un insulto.

Bene, detto questo informo che ho scritto un libro sull'”essere conservatori”, ma senza voler offendere nessuno, anzi. Il libro, per la precisione, è sull’essere conservatori dalla A alla Z. Cioè lettera per lettera dell’alfabeto, come dire a 360 gradi. Inevitabilmente, però, il libro è in inglese, una lingua nella quale, grazie al cielo, il rischio presente nell’italiano non si pone minimamente.

Il libro presenta una scelta antologica di brani illuminanti scritti sia da classici del pensiero conservatore, come Edmund Burke, sia da pensatori contemporanei, come Roger Scuton. Tutti gli argomenti e ogni singolo brano vengono “introdotti” da una breve presentazione e sono seguiti da un commento che ne chiarisce il senso alla luce delle idee degli autori e del contesto da cui attingono.

Il volume presenta due appendici, una è una panoramica sui vari tipi di conservatorismo (neocon, teocon, ecc.), l’altra vuoile essere un omaggio a Ronald Reagan, riproducendo un suo famoso discorso del 1964. 125 pagine in tutto.

E’ una lettura che mi sento di raccomandare a chi non ha letto molto sull’argomento ma vuole dotarsi di un bagaglio di conoscenze essenziale, tale da consentirgli di sapere di cosa si parla quando ci si riferisce al conservatorismo politico, o ci si confronta, aspramente o meno, su ciò che esso ha rappresentato nella storia del pensiero politico, e su ciò di cui continua ad essere nonostante tutto espressione e testimonianza.

Il titolo del libro è Being Conservative: An Anthology and Guide for Busy Conservative-Minded People. Disponibile anche in formato Kindle.

Categorie: filosofia politica

Enzo Reale: 1972

2 dicembre, 2013 Lascia un commento

1972Dalla blogosfera alla carta stampata: può essere un bel viaggio, un’avventura di quelle memorabili, forse un salto di qualità di cui andare orgogliosi. Il fatto è, naturalmente, che che i due territori sono sì contigui, ma anche diversissimi, e ciò che più hanno in comune, le parole, sono quanto di più inadatto ad esercizi di comparazione tra mondi diversi, universi paralleli e cose del genere. Ma le storie che raccontano, quelle parole, possono essere straordinariamente attuali (e dunque piene di suggestioni), anche a distanza di anni, se portano dentro di sé il senso della storia e la fatica di una ricerca infinita, quale quella, per dire, della libertà. Allora non esiste più blogosfera e carta stampata, e tutto quel che segue, esiste solo la parola, il senso, le idee, il coraggio e la forza di queste ultime.

Ecco, se dovessi condensare in poche parole il libro di Enzo Reale—o meglio ciò che esso rappresenta per uno che, come me, ha letto pressocché quotidianamente quel blog, 1972, per anni, e che ora vede il tutto trasportato in un ricco, voluminosissimo libro che riunisce i post di anni sicuramente interessanti, controversi, complicati—ecco, dicevo, come me la caverei. Ma chiaramente non è così che si riuscirebbe a rendere l’idea. Un conto è, appunto, cavarsela in qualche modo, un altro è fare le cose come si deve. Va bene, ma… sono quasi 800 (ottocento) pagine! Vero, sono tante. Epperò, vogliamo mettere? Avere la possibilità di ritrovare su carta, in un unico luogo, tanto fervore di storia e idee, di passione e fede in quelle idee, è un piacere e una gioia che difficilmente si possono spiegare. Si può solo parteciparne, ed io ne partecipo volentieri e ne rendo qui testimonianza con gratitudine. Insomma, questa trasmigrazione dalla blogosfera alla carta stampata andava fatta. E’ cosa buona e giusta. Così mi sembra detto meglio.

Enzo scrive: “Ho raccolto in questo libro alcuni dei post più argomentati scritti in dieci anni di blog (2003-2012). I testi sono quelli originali. Le uniche modifiche riguardano correzioni grammaticali o stilistiche e qualche citazione, che è stata accorciata per rendere traduzione e lettura più agevoli. I contenuti sono rimasti intatti e devo dire che non sembrano accusare il trascorrere del tempo. Ciò non si deve tanto all’intuizione del sottoscritto, quanto alla prevedibilità e persistenza del pensiero unico e politicamente corretto che ha invaso la mentalità occidentale dopo l’11 settembre 2001 (ma forse anche prima), per farsi elemento costitutivo della sua involuzione.” Naturalmente, sottoscrivo parola per parola.

“Per me—prosegue Enzo—quella di 1972 è stata una tappa di crescita e di confronto probabilmente irripetibile, oltre che la migliore iniziativa che mi sia mai venuta in mente da un punto di vista professionale (considero la redazione di un blog alla stregua di un lavoro, anche se in genere molto più piacevole del normale). Se ho scritto durante tutto questo tempo è stato soprattutto per ordinare le idee e provare ad elaborare un pensiero coerente. Credo di avercela fatta.”

Certo che ce l’ha fatta, e alla grande, direi. E sono sicuro che di questo successo sapranno e vorranno partecipare coloro i quali leggeranno (o ri-leggeranno) questo libro. Ben pensato e argomentato, ben scritto. E, di conseguenza, ben letto (e riletto).

Enzo Reale, 1972 (I posti della ragione erano tutti occupati), CreateSpace, 2013, 790 pp. Disponibile anche in edizione digitale (Piattaforma Amazon).

Categorie: america, esteri

Il Breviario sul Foglio

ImageAmmettiamolo, per uno che ogni tanto scrive libri, vedersene uno segnalato sulla seconda pagina del Foglio non è cosa da poco, al contrario! Perché Il Foglio non è un quotidiano qualsiasi, e mi fermo qui per non essere accusato di piaggeria, le tirature non c’entrano, ovviamente, qui si parla d’altro. Insomma, per il  Breviario del giovane politico e per chi l’ha scritto è una bella soddisfazione, e dunque è qualcosa di cui dar notizia “con uno squillo di tromba” ad amici e lettori di questo blog… anche se oltre sei mesi dopo il lieto evento! Non è per pigrizia o altro, è semplicemente che l’ho saputo soltanto qualche giorno fa, dal momento che quel 5 dicembre, a me, che pure sono un lettore affezionato di quel giornale, la cosa era stranamente sfuggita: cose che capitano, soprattutto quando sei preso da mille altre cose. Per fortuna la cosa non era sfuggita a un’amica, che me ne ha dato notizia in ritardo solo perché convinta che lo sapessi già, come del resto sarebbe stato logico che fosse. Ma, come si dice, tutto è bene quel che finisce bene. Grazie, Foglio!

Votare dopo il caso MPS

2 febbraio, 2013 Lascia un commento

Se vogliamo, questa tornata elettorale un aspetto positivo ce l’ha: forse mai come stavolta la possibilità di dare voti differenziati Camera/Senato può avere un senso e una legittimità—sul piano etico e politico—indiscutibili. Di sicuro, così mi regolerò personalmente, e con la buona coscienza di NON concedere troppa fiducia a chi non se la merita, né troppo poca a chi, invece, ne meriterebbe di più. Altrettanto certo, a mio avviso, è che questo modo di regolarsi è sempre meglio che astenersi dal voto.

Categorie: interni, partiti

Un nuovo libro

24 dicembre, 2012 Lascia un commento

bles_canUn altro libro, stavolta in inglese. Una sfida con me stesso, con il buon senso, con le difficoltà insite nell’impresa. Ma come si può vivere senza sfide, senza chiedere “troppo” alle proprie risorse, alla propria resistenza, fisica e mentale? E così andata anche questa. Adesso il problema sarà inventarsi una nuova sfida, regalarsi un’altra avventura degna di questo nome. Vabbè, lo so, il tutto può sembrare un po’ retorico, e di questo, nel caso, mi rammarico, ma il fatto è che “per me” questa non è retorica, semmai è la felicità di aver portato finalmente a termine qualcosa a cui tenevo: lanciare un messaggio al vento—della vita, e, in qualche modo, della storia, se è vero che ciascuno di noi ha una sia pur piccola voce in capitolo nel gran libro della vita e della storia—e sperare che produca, se non gli effetti desiderati, almeno un qualche modesto risultato. Almeno non mi si potrà rinfacciare di non averci provato. Ma alla fine non è questo l’essenziale? Provarci, tentare, osare.
Quel che posso dire ai miei lettori, a quelli che sanno leggere l’inglese, è che dentro a questo libro ci sono anni di posts, scritti per rendere testimonianza a una certa idea della vita e alla fede in in quell’dea. E’ più che ovvio che uno (che non sia un po’ mitomane), quando si imbarca in un’impresa del genere, non pensa a un best-seller, e quindi non si aspetta chissà cosa. Semplicemente, uno fa quel che si sente di fare, e del resto chi se ne importa—non che il “successo” dia fastidio, chiaro, ma l’essenziale è altro.
Tanto dovevo, tanto ho dato. Adesso mi prendo una pausa: onestamente penso di averla meritata. Ora tocca ai lettori, ai quali è richiesta una fatica assai più lieve della mia, per non parlare del piacere della lettura, che se c’è tanto meglio—ma non oso sperare tanto. Dio li benedica e conceda loro un sereno Natale e un 2013 di gran lunga migliore dell’anno che sta finendo.

Blessed Are the Contrarians: Diary of a Journey Through Interesting Times, by S. R. Piccoli, CreateSpace Independent Publishing Platform (December 21, 2012)

Breviario: una recensione

18 ottobre, 2012 Lascia un commento

Scrivere un saggio è un’impresa che presenta vari risvolti positivi per l’autore. Il principale, a mio avviso, è che lo costringe a pensare in maniera molto più completa, circostanziata e approfondita all’argomento che è oggetto del suo interesse. Perché, ovviamente, un conto è parlare di qualcosa, un altro è scriverne, e se già scrivere un semplice articolo di giornale o un post per il blog rappresenta uno sforzo ben maggiore rispetto a una discussione orale, affrontare un argomento avendo come obiettivo la pubblicazione di un libro rappresenta un ulteriore salto di qualità.

Un altro risvolto positivo, che è poi, almeno in parte, una diretta conseguenza del primo, è che esiste una qualche probabilità di ricevere una recensione come quella  scritta da un lettore talmente attento e profondo da lasciarmi quasi senza parole per l’acutezza con cui è riuscito a a cogliere, direi, l’anima del mio Breviario del giovane politico. A rigore, in un certo senso, non dovrei dirmi stupito, dal momento che già conoscevo l’acume dell’autore della recensione, ma sperimentare sulla propria pelle quella qualità è un’altra cosa. A questo punto, dire che gli sono grato sarebbe dir poco, ma lo dico lo stesso. Grazie, del resto, è sempre una gran bella parola. Grazie, Alfonso.

Categorie: filosofia politica

Breviario: commenti e riflessioni

18 ottobre, 2012 Lascia un commento

Da lettori ed amici cominciano ad arrivare commenti e riflessioni sul mio libro. Enzo Reale è stato così gentile da scriverne (bene) sul suo blog, 1972 (uno di quelli che, come molti sanno, hanno rappresentato e rappresentano qualcosa nella blogosfera). A Enzo, dunque, un grazie sincero e auguri di buon blogging!

Categorie: filosofia politica
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