Pubblicato da: robpiccoli | 21 gennaio, 2012

Comunicazione di servizio

E adesso qui su WordPress c’è quasi tutta la serie dei miei post in italiano. Infatti mancano solo quelli ospitati dal Cannocchiale (aprile 2003/aprile 2004), mentre gli altri ci sono tutti, cioè sia quelli pubblicati su Blogger, che erano già qui da un po’, sia, novità di queste ore, quelli usciti su Splinder (2004/2006), che incredibilmente ha deciso di dismettere tutti i suoi blog a partire dal 31 gennaio prossimo.  Per la verità l’operazione export/import non è riuscita del tutto, poichè mancano all’appello i post di cinque mesi del 2005 (luglio/novembre), il cui trasferimento non è riuscito. Può darsi, però, o almeno lo spero, che la cosa possa risolversi con l’intervento dei tecnici di WordPress.

Alla prossima, e grazie a coloro che continuano a passare da queste parti nonostante il blog sia stato trascurato, ehm, per mesi e mesi… Spero sempre di riuscire a sdoppiarmi, cioè di riuscire a conciliare l’impegno di mantenere il blog in inglese senza dover rinunciare ad aggiornare decorosamente il blog in italiano, cioè questo. Un caro saluto a tutti.

Pubblicato da: robpiccoli | 18 febbraio, 2011

Benigni e l’Inno di Mameli (aggiornato)

Da ricordare e rivedere. La magnifica performance di Roberto Benigni a Sanremo in quattro parti (perché grazie al cielo c’è YouTube):

[N.B. Pare che stiano togliendo dalla circolazione questi filmati su YouTube. Per questo ho dovuto aggiornare questo post, infatti i codici incorporati nel medesimo facevano riferimento a video cancellati, appunto. Ora ho trovato altri video equivalenti e li ho incorporati qui. Quanto resteranno in rete non lo so, ma intanto ci sono...]

Parte I

 

Parte II

 

Parte III

 

Parte IV

Pubblicato da: robpiccoli | 18 ottobre, 2010

Grazie al cielo, Galli della Loggia e Ricolfi

 

Ernesto Galli della Loggia

 

E’ un po’ che qui non si fa il punto della situazione politica italiana. Avevo recentemente scritto qualcosa—che poi, secondo me, era l’essenziale—nel blog in inglese, qui, invece, silenzio. Non è che ciò sia stato per caso, in ogni modo. La noia è tanta, la disaffezione pure. Ma sulla questione di fondo il giudizio non cambia: non c’è alternativa a Berlusconi. Poi si può dire tutto il bene (in dosi omeopatiche) o il male (qui è meglio non quantificare…) che si vuole sul PdL e sul governo, che però sta messo meglio del partito, questo mi sembra lampante. Un po’ sbrigativo il ragionamento? Certo, che sì, anzi, “semplicistico” sarebbe più appropriato, ma capirete, quando se ne hanno le tasche piene non si sta a sottilizzare … Quel che conta, alla fine, è che appunto non ci sono alternative al Berlusca. Piangete, se credete, ma questo è ciò che passa il convento—espressione imbarazzante, lo ammetto, a meno di non ritenere, come Umberto Eco, che dentro i conventi e i monasteri ne succedono di tutti i colori—della politica nazionale.

Per grazia di Dio, comunque, ci sono in giro editorialisti che vanno al sodo e che, quando li leggi, (tu blogger) dici amen e torni a occuparti d’altro con la consapevolezza che ti puoi esimere dall’aggiungere altro e dallo scervellarsi per rendere il concetto a tua volta. Insomma, per fortuna c’è Galli della Loggia e c’è Luca Ricolfi. Entrambi hanno detto la loro, oggi, il primo sul Corriere il secondo su La Stampa (si può leggere anche qui). E mi sembra che abbiano centrato il punto, ciascuno dal proprio angolo visuale: politico Galli della Loggia, politico-economico Ricolfi. Due straordinari contributi alla comprensione di ciò che è in gioco e di chi questa partita la sta giocando.

Pubblicato da: robpiccoli | 23 settembre, 2010

I Tea Parties e l’establishment Repubblicano

Carlo Stagnaro spiega e riassume sul Foglio quello che sta accadendo negli Stati Uniti. Qualcuno ha parlato di una rivoluzione in atto, e molto probabilmente ha ragione.

Pubblicato da: robpiccoli | 16 settembre, 2010

John Henry Newman e l’abito mentale filosofico

John Henry Newman sarebbe di per sé un argomento attualissimo, ma oggi come oggi—primo giorno della visita ufficiale di Benedetto XVI in Inghilterra e Scozia, nel corso della quale il Venerabile J.H. Newman verrà proclamato “beato”—lo è ovviamente ancora di più. Ne ho parlato recentemente nel blog in inglese e oggi lo faccio anche qui per segnalare un libro di Angelo Bottone, John Henry Newman e l’abito mentale filosofico. Retorica e persona negli Scritti Dublinesi (Prefazione di  Bruno Forte) e la recensione di Marco Semarini che si può leggere sul Blog dell’Uomo Vivo. Sempre di Angelo Bottone segnalo un articolo di ieri l’altro su SIR (Servizio Informazione Religiosa): “BENEDETTO XVI E NEWMAN - Il filo della coscienza. Uniti dalla forte passione per la verità.” Buona lettura—possibilmente anche del libro, non solo dell’articolo e della recensione…

Pubblicato da: robpiccoli | 12 luglio, 2010

Il pregiudizio anti-religioso

Il pregiudizio anti-religioso, nelle sue variegate modalità ermenuetiche ed espressive, è l’oggetto di due post di Enzo Reale, ai quali seguirà una terza ed ultima puntata, su 1972. Una lettura tanto più interessante quanto più la provenienza si caratterizza per un approccio  di cui il minimo che si possa dire è che non si fa certo portabandiera un punto di vista “integralistico” e ultra-conservatore. Segno che c’è—ci deve sempre essere—un limite a tutto, e che il laicismo radicale perde colpi. C’è di che complimentarsi con Enzo.

P.S. Ecco il link alla terza puntata della serie.

Pubblicato da: robpiccoli | 30 giugno, 2010

R.W. Emerson, Teologia e natura

Teologia e naturaDopo tanto, rieccomi sul blog in italiano—troppo a lungo trascurato, sebbene mai dimenticato—per proporre una di quelle letture che mi sono più care: una riedizione di Emerson in italiano, recensita su Avvenire qualche giorno fa da Roberto Mussapi (Teologia e natura, Marietti, 2010, di cui io posseggo la prima edizione, del 1991). Riproduco qui di seguito la recensione e raccomando vivamente, oltre alla lettura della medesima, quella del prezioso volumetto. Una maniera fantastica per celebrare l’estate, le vacanze e, appunto, la natura. Grazie ad Angelo Bottone per avermi segnalato (per email)  l’articolo.

…………

Emerson il poeta salva il «teologo»

Lo scrittore americano dell’Ottocento legge la natura come una manifestazione dell’anima universale E così il punto di vista artistico diventa mistico

di ROBERTO MUSSAPI (Avvenire, 19.06.2010)

«Sono nato poeta. Poeta di terz’ordine, senza dubbio, ma poeta. Questa è la mia natura e la mia vo cazione. Il mio canto, non c’è dubbio, è rauco, e per la maggior parte in prosa. Tuttavia sono poe ta, nel senso che percepisco e amo le armonie che sono nell’anima e le armonie che sono nella materia e specialmente le corrispondenze tra queste e quelle». Nato a Boston nel 1803, morto nel 1882, Ralph Waldo Emerson è uno dei grandi fondatori della letteratura e del pensiero americani. Il suo saggio fondamentale, Natura, esce nel mitico quinquennio in cui esplode in forma piena la nuova letteratura americana: tra il 1850 e il 1855 vedevano la luce Moby-Dick di Melville, i capolavori di Thoreau, Hawthorne, il mitico Foglie d’erba, grande libro di Walt Whitman che fonda la poesia americana, e appunto i saggi di Ralph Waldo Emerson. Che non solo sono fondamentali come alimento della poesia di Whitman, ma mettono in azione e in scena la poesia come forza motrice dell’universo letterario.

Emerson sa di essere, in senso stretto, poeta di terz’ordine, come i suoi peraltro pochi versi dimostrano. Ma sa di essere poeta in toto, in quanto fonda il suo pensiero sulla poesia come forza simbolica al centro dell’essere. Quando pubblicai un’ampia scelta dei suoi saggi nel 1989 in un Oscar Mondadori (un’edizione mirata a un pubblico vasto), speravo che la centralità della sua esperienza si imponesse nell’elaborazione poetica e in genere culturale italiana. Ciò non avvenne, ma la crescente attenzione alla sua opera sembra dimostrare che bisogna avere pazienza.

Una raccolta di saggi appena uscita, Teologia e natura, a cura di Pier Cesare Bori (traduzione di Massimo Lollini), attesta che Emerson sta entrando nel nostro mondo. L’elemento fondamentale dell’opera di Emerson è la continua attenzione alle relazioni, a ciò che lega tutte le parti della realtà. Per ottenere tale visione profonda, Emerson postulò uno «sguardo obliquo», o «in direzione », consistente nel guardare le cose «con l’angolo meno usato dell’occhio… Non apprendiamo niente esattamente finché non apprendiamo il carattere simbolico della vita». L’aggettivo «trascendentale» coniato da Emerson indica la parola capace di cogliere la natura simbolica della cosa, in tal modo riunificandola ulteriormente all’anima di cui la cosa è simbolo.

Splendida la metafora della vita come «un cerchio il cui centro è ovunque e la circonferenza in nessun luogo» che pare desunta dall’osservazione del miracoloso crearsi e svanire della forma quando si lancia un sasso in un’acqua ferma. Circolarità, natura come manifestazione dell’anima universale, le due polarità che reg­gono il mondo, di cui l’interprete eletto è il poeta. Non necessariamente o meglio non esclusivamente il grande poeta, ma l’uomo che osserva la realtà dal punto di vista della poesia. Visione poetica del mondo che è anche visione mistica.

I grandi temi del pensiero, della natura, della storia, del mito, della morale sono rivisitati in un excursus straordinario che – parafrasando l’autore – scorre perennemente davanti alla Sfinge: Platone e Socrate, Buddha e Shakespeare, Coleridge e Swedenborg, i sapienti dell’umanità sfilano davanti alla statua dell’enigma. È un superamento del pensiero filosofico in senso stretto, nel recupero, accanto ai filosofi, del pensiero lontano, orientale e antico, di quell’originario e generante stupore. Ora nello scritto illuminante che accompagna la felice e necessaria scelta di saggi emersoniana, Bori indica addirittura un superamento del pensiero teologico dal quale, come egli dimostra, Emerson in parte sostanziosa discende. Al magistero di quelli che definisce ebrei e greci, intendendo l’Antico e il Nuovo Testamento, Emerson accosta la parola della natura stessa e la lettura di altre grandi religioni.

Non un generoso eclettismo, prosegue Bori, ma uno smarginamento e una discesa verso il fondo del pensiero biblico. Che non è ridimensionato ma come liberato al suo brivido germinale e al suo divenire. Emerson esce dalla teologia grazie all’idea di essere poeta. Un poeta scadente per i suoi versi, un vero poeta perché mette al centro di filosofia e teologia la voce profetica e visionaria che le originarono e ancora le ispirano.

Ralph Waldo Emerson
TEOLOGIA E NATURA
Marietti. Pagine 208. Euro 12 ,00

Pubblicato da: robpiccoli | 18 aprile, 2010

Il Delfino spiegato al popolo

Di solito, se uno vuol provare sul serio a capirci qualcosa, nel groviglio delle vicende politiche nazionali, Panebianco e Galli della Loggia rappresentano l’unica speranza. I due più recenti interventi di questi due politologi confermano la regola. Sulla storia del Delfino ribelle mi pare abbiano capito tutto quello che c’è da capire. Il che, attenzione, non significa che tutto sia comprensibile, cioè riconducibile ad una fredda e lucida razionalità. Quel tanto o quel poco che si può capire, insomma, loro te lo presentano elegantemente e senza fronzoli. Su tutto il resto, ovviamente, tacciono, come si conviene, e come anche il qui presente doverosamente si impone (senza far troppa fatica, sia ben chiaro, ed anzi di buon grado).

Pubblicato da: robpiccoli | 23 marzo, 2010

Obamacare: pura demagogia statalista

Oscar Giannino

Essendomi sempre fidato di Oscar Giannino, è alla sua lettura della “storica” vittoria obamiana che affidavo il compito di chiarirmi una volta per tutte le idee sull’intera faccenda. E non sono stato deluso: in un post di quelli da ricordare, Giannino spiega perché l’Obamacare è una specie di truffa, un pasticcio statalista di cui gli americani pagheranno il prezzo amaramente. Non sto qui a riassumere, il post va letto con calma e per intero. Ma, solo per dare un’idea, ecco la conclusione:

L’Obamacare è un vero attacco di fondo all’America che ci piace. Per questo la sinistra democratica alla Pelosi è così fanaticamente favorevole. Che orrore.  Fossimo americani, saremmo nelle piazze anche noi.

P.S. Avevo dimenticato di includere il link al post di Giannino (chiedo venia!), ora ho provveduto.

Pubblicato da: robpiccoli | 21 marzo, 2010

Un saggio di Chesterton

La Chiesa Cattolica

Un celebre saggio di G. K. Chesterton, The Catholic Church and convertion, del 1927, ripubblicato dopo decenni in italiano da Lindau e recensito da Massimo Donaddio per il Sole 24 Ore. Nel libro Chesterton guida il lettore

alla scoperta del suo mondo interiore, delle ragioni che lo hanno convinto ad abbracciare la fede cattolica e dei pregiudizi che impediscono a molti di avere lo stesso suo grado di fiducia nei confronti di questa istituzione bimillenaria. Il brillante scrittore inglese adopera spesso il registro dell’ironia per intavolare un’apologia della fede che deve molto al tempo e al contesto in cui fu scritta, ma che non è priva di una sua organicità e sensatezza anche a distanza di tempo. Addirittura profetici alcuni giudizi dell’autore sui movimenti culturali più in voga nell’Inghilterra dei primi decenni del Novecento (socialismo, bolscevismo, futurismo, spiritismo), da Chesterton bollati come filosofie che non avrebbero potuto reggere l’urto del tempo, come è invece proprio delle religioni, e del cattolicesimo in particolare.

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