Enzo Reale: 1972

2 dicembre, 2013 Lascia un commento

1972Dalla blogosfera alla carta stampata: può essere un bel viaggio, un’avventura di quelle memorabili, forse un salto di qualità di cui andare orgogliosi. Il fatto è, naturalmente, che che i due territori sono sì contigui, ma anche diversissimi, e ciò che più hanno in comune, le parole, sono quanto di più inadatto ad esercizi di comparazione tra mondi diversi, universi paralleli e cose del genere. Ma le storie che raccontano, quelle parole, possono essere straordinariamente attuali (e dunque piene di suggestioni), anche a distanza di anni, se portano dentro di sé il senso della storia e la fatica di una ricerca infinita, quale quella, per dire, della libertà. Allora non esiste più blogosfera e carta stampata, e tutto quel che segue, esiste solo la parola, il senso, le idee, il coraggio e la forza di queste ultime.

Ecco, se dovessi condensare in poche parole il libro di Enzo Reale—o meglio ciò che esso rappresenta per uno che, come me, ha letto pressocché quotidianamente quel blog, 1972, per anni, e che ora vede il tutto trasportato in un ricco, voluminosissimo libro che riunisce i post di anni sicuramente interessanti, controversi, complicati—ecco, dicevo, come me la caverei. Ma chiaramente non è così che si riuscirebbe a rendere l’idea. Un conto è, appunto, cavarsela in qualche modo, un altro è fare le cose come si deve. Va bene, ma… sono quasi 800 (ottocento) pagine! Vero, sono tante. Epperò, vogliamo mettere? Avere la possibilità di ritrovare su carta, in un unico luogo, tanto fervore di storia e idee, di passione e fede in quelle idee, è un piacere e una gioia che difficilmente si possono spiegare. Si può solo parteciparne, ed io ne partecipo volentieri e ne rendo qui testimonianza con gratitudine. Insomma, questa trasmigrazione dalla blogosfera alla carta stampata andava fatta. E’ cosa buona e giusta. Così mi sembra detto meglio.

Enzo scrive: “Ho raccolto in questo libro alcuni dei post più argomentati scritti in dieci anni di blog (2003-2012). I testi sono quelli originali. Le uniche modifiche riguardano correzioni grammaticali o stilistiche e qualche citazione, che è stata accorciata per rendere traduzione e lettura più agevoli. I contenuti sono rimasti intatti e devo dire che non sembrano accusare il trascorrere del tempo. Ciò non si deve tanto all’intuizione del sottoscritto, quanto alla prevedibilità e persistenza del pensiero unico e politicamente corretto che ha invaso la mentalità occidentale dopo l’11 settembre 2001 (ma forse anche prima), per farsi elemento costitutivo della sua involuzione.” Naturalmente, sottoscrivo parola per parola.

“Per me—prosegue Enzo—quella di 1972 è stata una tappa di crescita e di confronto probabilmente irripetibile, oltre che la migliore iniziativa che mi sia mai venuta in mente da un punto di vista professionale (considero la redazione di un blog alla stregua di un lavoro, anche se in genere molto più piacevole del normale). Se ho scritto durante tutto questo tempo è stato soprattutto per ordinare le idee e provare ad elaborare un pensiero coerente. Credo di avercela fatta.”

Certo che ce l’ha fatta, e alla grande, direi. E sono sicuro che di questo successo sapranno e vorranno partecipare coloro i quali leggeranno (o ri-leggeranno) questo libro. Ben pensato e argomentato, ben scritto. E, di conseguenza, ben letto (e riletto).

Enzo Reale, 1972 (I posti della ragione erano tutti occupati), CreateSpace, 2013, 790 pp. Disponibile anche in edizione digitale (Piattaforma Amazon).

Categorie: america, esteri

Il Breviario sul Foglio

ImageAmmettiamolo, per uno che ogni tanto scrive libri, vedersene uno segnalato sulla seconda pagina del Foglio non è cosa da poco, al contrario! Perché Il Foglio non è un quotidiano qualsiasi, e mi fermo qui per non essere accusato di piaggeria, le tirature non c’entrano, ovviamente, qui si parla d’altro. Insomma, per il  Breviario del giovane politico e per chi l’ha scritto è una bella soddisfazione, e dunque è qualcosa di cui dar notizia “con uno squillo di tromba” ad amici e lettori di questo blog… anche se oltre sei mesi dopo il lieto evento! Non è per pigrizia o altro, è semplicemente che l’ho saputo soltanto qualche giorno fa, dal momento che quel 5 dicembre, a me, che pure sono un lettore affezionato di quel giornale, la cosa era stranamente sfuggita: cose che capitano, soprattutto quando sei preso da mille altre cose. Per fortuna la cosa non era sfuggita a un’amica, che me ne ha dato notizia in ritardo solo perché convinta che lo sapessi già, come del resto sarebbe stato logico che fosse. Ma, come si dice, tutto è bene quel che finisce bene. Grazie, Foglio!

Votare dopo il caso MPS

2 febbraio, 2013 Lascia un commento

Se vogliamo, questa tornata elettorale un aspetto positivo ce l’ha: forse mai come stavolta la possibilità di dare voti differenziati Camera/Senato può avere un senso e una legittimità—sul piano etico e politico—indiscutibili. Di sicuro, così mi regolerò personalmente, e con la buona coscienza di NON concedere troppa fiducia a chi non se la merita, né troppo poca a chi, invece, ne meriterebbe di più. Altrettanto certo, a mio avviso, è che questo modo di regolarsi è sempre meglio che astenersi dal voto.

Categorie: interni, partiti

Un nuovo libro

24 dicembre, 2012 Lascia un commento

bles_canUn altro libro, stavolta in inglese. Una sfida con me stesso, con il buon senso, con le difficoltà insite nell’impresa. Ma come si può vivere senza sfide, senza chiedere “troppo” alle proprie risorse, alla propria resistenza, fisica e mentale? E così andata anche questa. Adesso il problema sarà inventarsi una nuova sfida, regalarsi un’altra avventura degna di questo nome. Vabbè, lo so, il tutto può sembrare un po’ retorico, e di questo, nel caso, mi rammarico, ma il fatto è che “per me” questa non è retorica, semmai è la felicità di aver portato finalmente a termine qualcosa a cui tenevo: lanciare un messaggio al vento—della vita, e, in qualche modo, della storia, se è vero che ciascuno di noi ha una sia pur piccola voce in capitolo nel gran libro della vita e della storia—e sperare che produca, se non gli effetti desiderati, almeno un qualche modesto risultato. Almeno non mi si potrà rinfacciare di non averci provato. Ma alla fine non è questo l’essenziale? Provarci, tentare, osare.
Quel che posso dire ai miei lettori, a quelli che sanno leggere l’inglese, è che dentro a questo libro ci sono anni di posts, scritti per rendere testimonianza a una certa idea della vita e alla fede in in quell’dea. E’ più che ovvio che uno (che non sia un po’ mitomane), quando si imbarca in un’impresa del genere, non pensa a un best-seller, e quindi non si aspetta chissà cosa. Semplicemente, uno fa quel che si sente di fare, e del resto chi se ne importa—non che il “successo” dia fastidio, chiaro, ma l’essenziale è altro.
Tanto dovevo, tanto ho dato. Adesso mi prendo una pausa: onestamente penso di averla meritata. Ora tocca ai lettori, ai quali è richiesta una fatica assai più lieve della mia, per non parlare del piacere della lettura, che se c’è tanto meglio—ma non oso sperare tanto. Dio li benedica e conceda loro un sereno Natale e un 2013 di gran lunga migliore dell’anno che sta finendo.

Blessed Are the Contrarians: Diary of a Journey Through Interesting Times, by S. R. Piccoli, CreateSpace Independent Publishing Platform (December 21, 2012)

Breviario: una recensione

18 ottobre, 2012 Lascia un commento

Scrivere un saggio è un’impresa che presenta vari risvolti positivi per l’autore. Il principale, a mio avviso, è che lo costringe a pensare in maniera molto più completa, circostanziata e approfondita all’argomento che è oggetto del suo interesse. Perché, ovviamente, un conto è parlare di qualcosa, un altro è scriverne, e se già scrivere un semplice articolo di giornale o un post per il blog rappresenta uno sforzo ben maggiore rispetto a una discussione orale, affrontare un argomento avendo come obiettivo la pubblicazione di un libro rappresenta un ulteriore salto di qualità.

Un altro risvolto positivo, che è poi, almeno in parte, una diretta conseguenza del primo, è che esiste una qualche probabilità di ricevere una recensione come quella  scritta da un lettore talmente attento e profondo da lasciarmi quasi senza parole per l’acutezza con cui è riuscito a a cogliere, direi, l’anima del mio Breviario del giovane politico. A rigore, in un certo senso, non dovrei dirmi stupito, dal momento che già conoscevo l’acume dell’autore della recensione, ma sperimentare sulla propria pelle quella qualità è un’altra cosa. A questo punto, dire che gli sono grato sarebbe dir poco, ma lo dico lo stesso. Grazie, del resto, è sempre una gran bella parola. Grazie, Alfonso.

Categorie: filosofia politica

Breviario: commenti e riflessioni

18 ottobre, 2012 Lascia un commento

Da lettori ed amici cominciano ad arrivare commenti e riflessioni sul mio libro. Enzo Reale è stato così gentile da scriverne (bene) sul suo blog, 1972 (uno di quelli che, come molti sanno, hanno rappresentato e rappresentano qualcosa nella blogosfera). A Enzo, dunque, un grazie sincero e auguri di buon blogging!

Categorie: filosofia politica

Un libro contro la casta? Sì, ma non solo…

2 ottobre, 2012 Lascia un commento

“Tutto quello che è stato per el passato e è al presente—scriverva Francesco Guicciardini—sarà ancora in futuro; ma si mutano e’ nomi e le superficie delle cose in modo, che chi non ha buono occhio non le riconosce, né sa pigliare regola o fare giudicio per mezzo di quella osservazione.”

Queste parole spiegano tante cose. Una di queste è che il tempo, da quel grande illusionista che è, può fare in modo che gli eventi della storia e della vita degli uomini appaiano di volta in volta come qualcosa di nuovo e originale. Ma si tratta, appunto, di un’illusione, perché in realtà la sostanza non cambia o cambia di poco. Quindi una profonda intelligenza della propria epoca è applicabile alle successive e utilmente se ne possono avvalere coloro che vengono dopo.

E’ proprio da questa verità che ha preso le mosse un libricino intitolato Breviario del giovane politico, il cui autore si considera un umile discepolo del succitato Guicciardini, nonché di Niccolò Machiavelli e del cardinale Giulio Mazzarino, i quali il proprio tempo lo conobbero fin troppo bene, e dunque possono guidarci nel presente e nel futuro. Il libro, infatti, ripropone alcuni aspetti dell’insegnamento politico di quei grandi con una piccola antologia ragionata e criticamente annotata. Il risultato è un strano miscuglio di realismo e levitas, esposto con uno stile letterario piuttosto singolare e, come viene preannunciato nel retro di copertina, “in una lingua che non esiste.” Ma forse è soltanto una semplice esercitazione di stile, o una specie di divertissement, sia pure, come ancora il risvolto di copertina protesta, “non senza qualche giustificazione nella natura stessa degli argomenti trattati, cioè nella loro intrinseca follia.”

Un po’ criptico il tutto? Può darsi, ma, cercate di capirmi, non è sempre facile parlare delle proprie cose…, visto che l’autore è il Vostro affezionatissimo qui presente, che è oltetutto alla prima esperienza letteraria (in senso stretto).

Che altro posso dire? Beh, certo, il libro viene alla luce mentre nel Paese monta una sacrosanta protesta nei confronti della cosiddetta “casta”, il che comporta un sovrappiù di ricadute, tra le quali il fatto che lo scrivente dovrà contare tra breve qualche nemico in più: diciamo, se lo leggeranno in cinque, due cominceranno a detestarmi, due mi prenderanno per pazzo, e uno, forse, lo troverà passabile. In ogni caso, e questo bisogna dirlo chiaramente, il bersaglio di quelle pagine non è la “casta”, se con il termine ci si si riferisce principalmente alle macroscopiche evidenze di cui le cronache sono piene. Ma così facendo, attenzione, si rischia di non cogliere la sostanza del problema. La “casta”, cioè, è ben altro, e quel che si vede è solo la classica punta dell’iceberg. Penso che ciò si possa evincere con discreta chiarezza dalla lettura di questo scritto. Certo, chi vorrebbe fare “piazza pulita” non può che rimanere deluso, ma si tratterebbe, penso, di una delusione salutare, preludio ad un approccio più realistico e meno soggetto alle mode del momento.

Il libro è acquistabile su Amazon sia in cartaceo sia in digitale.

Categorie: filosofia politica
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